Un raggio di sole atteaversa la sonnacchiose tapparelle, sicuro piomba sulle rose, le coccola con calde
carezze , ne rinnova il vital colore messaggero d'amore. Il cristallo del vaso sorride di luce, scintille si
elevano in virtù dii canto in appagante visione.
mariantonietta
Il mio spazio libero dove la fantasia e la realtà s'incrociano mescolando colori , profumi, sensazioni, fuori dallo spazio e dal tempo.
La fantasia e il tempo viaggiano insieme mescolando i colori
BENVENUTI NEL MIO BLOG...il mio diario di viaggio tra fantasia e realtà.
Se passate lasciate un commento..mi farete cosa gradita
Mariantonietta
poemetto...Elionora d'Arborea con traduzione
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05 settembre, 2013
01 settembre, 2013
Primo Settembre
Tic, tic,tic...è l'una e sette minuti del primo Settembre.
Sento gli orologi ticchettare il tempo.
Fuori è silenzio.
Che strano! anzi , a ben pensarci è giusto così.
L'estate va lentamente allontanandosi e con lei anche gli ospiti stagionali, festaioli, chiassosi,onnipresenti alle sagre ricche di luci, profumi, colori...di musiche e di buffi balli di gruppo.
Telecomandati, in "mise" vacanziera, turisti "faidate" ripetono gli stessi passi, e ridono di una felicità forzata, richiesta , necessaria per compensare il "salasso" economico per pochi giorni di vacanze , anche questi "strizzati" dalla crisi. Poche ore di sonno, costano troppo le vacanze per bruciare tempo a dormire, bisogna muoversi, vedere, immortalare in immagini per dire agli amici: sono stato in Sardegna!-
E dalle immagini, quei sette giorni sembrano venti.
Tic,tic,tic...il mio silenzio, solo qualche grillo canta rispondendo alle ranocchie che giocano nella piscina del mio vicino.
Ogni stagione ha un suo pentagramma di note e le pause...a me le più gradite poichè la natura canta in armonia di suoni un canto dal ritmo dimenticato.
Buona notte....sonni sereni
Sento gli orologi ticchettare il tempo.
Fuori è silenzio.
Che strano! anzi , a ben pensarci è giusto così.
L'estate va lentamente allontanandosi e con lei anche gli ospiti stagionali, festaioli, chiassosi,onnipresenti alle sagre ricche di luci, profumi, colori...di musiche e di buffi balli di gruppo.
Telecomandati, in "mise" vacanziera, turisti "faidate" ripetono gli stessi passi, e ridono di una felicità forzata, richiesta , necessaria per compensare il "salasso" economico per pochi giorni di vacanze , anche questi "strizzati" dalla crisi. Poche ore di sonno, costano troppo le vacanze per bruciare tempo a dormire, bisogna muoversi, vedere, immortalare in immagini per dire agli amici: sono stato in Sardegna!-
E dalle immagini, quei sette giorni sembrano venti.
Tic,tic,tic...il mio silenzio, solo qualche grillo canta rispondendo alle ranocchie che giocano nella piscina del mio vicino.
Ogni stagione ha un suo pentagramma di note e le pause...a me le più gradite poichè la natura canta in armonia di suoni un canto dal ritmo dimenticato.
Buona notte....sonni sereni
30 agosto, 2013
poesia in vernacolo con traduzione
L' amicizia e Face Book
E' funtumata “amicizia virtuale”
lu vessu nou di cumunicà
undi una fritta tastiera
rimitti la musicalitai
di la paraula vera.
Una strinta di manu,
un abbratzu
paldutu ani valori,
appannendi di l'amicizia
anticu saori.
Pa natura l'ommu
solu non po stà,
ma
in brancu
i l'abitudini di li reguli
folma la so passona
vivendi i l'amicizia
una palti impultanti
pà lu sou,
cun l'altri, andà
La “ technologia”
sostituì non pò
un valori cussì mannu,
undi, lu figghjulassi ill'occhj
24 agosto, 2013
Sera d'estate in libertà
.
E' una sera estiva. Niente di particolare : è caldo - umido.
Sono sola. Gli altri , secondo atavica abitudine, si sono radunati sulla terrazza di mia cognata. Non li sento ma...sarei in grado di ripetere quello che stanno a raccontarsi. Sempre le stesse cose, gli stessi avvenimenti del passato...
Sono al buio, una piccola lampada blu proietta il suo caldo raggio sulla tastiera.
La porta finestra spalancata sulla sera lascia passare i rumori della vita notturna.
Il rombo delle macchine che sfecciano sulla via centrale liberano una musica da sballo : bum, budubum, bum, bum....il battito cardiaco si uniforma ....si uniforma^?..hum..tachicardia.
Mi rilasso, addiritura sorrido....non sento più nulla.
Tutta la mia attenzione è concentrata su uno starnuto che, scavalcando i rumori, mi ha raggiunta dal piano sottostante.Mio cognato, molto scapolo, orso ed introverso , viene colto ,spesso , da scariche di starnuti
"sssssssssssssssssssssss" mi concentro e conto le cannonate...e uno, due, tre....scommetto con me stessa : "arriverà a quindici!"
sicura? -si, si sono sicura emetterà quindici starnuti!
Sorrido e conto..: 11, 12, 13,....ahahahah che divertimento! 14...ci siamo, su, dai che ce la fai! 14...ripeto a voce alta.
Inesorabili i secondi trascorrino...sento il sospirone del quindicesimo starnuto, trattengo il respiro in
E' una sera estiva. Niente di particolare : è caldo - umido.
Sono sola. Gli altri , secondo atavica abitudine, si sono radunati sulla terrazza di mia cognata. Non li sento ma...sarei in grado di ripetere quello che stanno a raccontarsi. Sempre le stesse cose, gli stessi avvenimenti del passato...
Sono al buio, una piccola lampada blu proietta il suo caldo raggio sulla tastiera.
La porta finestra spalancata sulla sera lascia passare i rumori della vita notturna.
Il rombo delle macchine che sfecciano sulla via centrale liberano una musica da sballo : bum, budubum, bum, bum....il battito cardiaco si uniforma ....si uniforma^?..hum..tachicardia.
Mi rilasso, addiritura sorrido....non sento più nulla.
Tutta la mia attenzione è concentrata su uno starnuto che, scavalcando i rumori, mi ha raggiunta dal piano sottostante.Mio cognato, molto scapolo, orso ed introverso , viene colto ,spesso , da scariche di starnuti
"sssssssssssssssssssssss" mi concentro e conto le cannonate...e uno, due, tre....scommetto con me stessa : "arriverà a quindici!"
sicura? -si, si sono sicura emetterà quindici starnuti!
Sorrido e conto..: 11, 12, 13,....ahahahah che divertimento! 14...ci siamo, su, dai che ce la fai! 14...ripeto a voce alta.
Inesorabili i secondi trascorrino...sento il sospirone del quindicesimo starnuto, trattengo il respiro in
14 agosto, 2013
Poesia...Daniele
Quarant'anni fa
ti misero tra le mie braccia,
ti vidi per la prima volta
ma
ti conoscevo già.
Eri e sei parte di me.
Quei nove mesi navigati,
pelle della mia pelle,
dove i pensieri erano nostri
non solo miei,
saranno sempre il filo
che ci unirà,
mamma e figlio,
per l'eternità.
Vai sulla tua strada
il mio pensiero
ti seguirà.
mamma
ti misero tra le mie braccia,
ti vidi per la prima volta
ma
ti conoscevo già.
Eri e sei parte di me.
Quei nove mesi navigati,
pelle della mia pelle,
dove i pensieri erano nostri
non solo miei,
saranno sempre il filo
che ci unirà,
mamma e figlio,
per l'eternità.
Vai sulla tua strada
il mio pensiero
ti seguirà.
mamma
08 agosto, 2013
POESIA : La piaga della Sardegna : incendi
incendi
Un sole rosso,giammai
di papavero fiorito,
tramonta incenerito
offuscato
da morte
di virgulto arbusto.
Spasimo di dolore
acceso
contorce
la marea di flora
d'agreste macchiata
che l'anima colora
della mia Terra amata.
Il grido funereo
al cielo acclama
contro la vile mano
un segno di condanna.
In notte di
tormentata insonnia
rio di lacrime
verso
per omnia
filo d'erba arso.
31 luglio, 2013
romanzo "Intrecci"....fine
Intrecci....6^ parte
Il tempo per Luisa si era fermato con
l'attesa che Artur rientrasse dall'America per sposarla.
Inizialmente i parenti andavano a
trovarla spesso assecondando le sue illusioni.
Dopo qualche anno morì sua madre e la
sorella ed il fratello , presi dalle responsabilità del lavoro e
della famiglia diradarono le visite fino ad annullarle.
La giovane riversò i suoi affetti
familiari sulla tartaruga e su Giusi che aveva raggiunto un suo
equilibrio esistenziale vivendo in simbiosi con il lavoro.
La sua famiglia erano gli “ospiti”
della casa di cura, i medici e i colleghi e Luisa che considerava
come una sorella.
Quel giorno che conobbe la violenza,
che lottando con tutte le sue forze riuscì a sfuggire a quel mostro
bavoso, decise di prendere in mano le redini della sua vita.
Nel fuggire dal “mostro”correva
per la scala saltando diversi gradini per volta.
Raggiunta la porta principale si trovò
stordita sulla strada.
Agitatissima camminò allontanandosi da
quella voce roca che inseguendola urlava:
romanzo : Intrecci,,,5^ parte
I pensieri di Luisa
La signorina Luisa chiuse gli occhi e
finse di dormire.
Giusi rassicurata lasciò la stanza e
si recò alla postazione di guardia per il servizio notturno.
Uscita la donna Luisa scese dal letto e
a bassa voce chiamò: “Baronessa, Baronessa...dove sei finita?
Con lo sguardo ispezionò la stanza,
poi s'inchinò sotto il letto e la trovò.
La sua Baronessa, l'unica parente che
le fosse rimasta: una tartaruga che le aveva regalato Artur, il suo
amore.
“ oohhh vieni qui!” esclamò
prendendola tra le mani. “ Amore non sei venuta con me nel giardino
e non hai potuto vedere Artur....piccola mia!”
La coccolava con tenere parole ,dandole
bacetti sulla corazza.
“ti ricordi quando ci conoscemmo?
Era estate ti trovammo in un campo di
grano. Il sole tramontava , mentre, Artur m'insegnava a far l'amore
tra i papaveri in fiore. Tu sei arrivata con il tuo passo lento come
il battito dei nostri cuori nella serenità dell'estasi raggiunta.
Artur sorridendo ti prese tra le mani
- “ birichina!” ti disse “ mica
farai la spia? ….ssssssshhh- ti chiese il silenzio
29 luglio, 2013
Insieme.....
Oggi è un giorno speciale.
Mi sono svegliata presto, i primi raggi d i sole mi sorridevano ...o ero io che sorridevo?
Guardai il mio uomo che mi dormiva accanti.
Oggi son quarantuno anni che stiamo insieme.
Incrocio le braccia dietro la testa e penso.
Come son volati in fretta...apparentemente sembrano un lungo percorso , nella realtà ancora sogni da realizzare.
Un giovane, stamattina in spiaggia mi ha chiesto
" ma come avete fatto a resistere 41 insieme, qual'è la formula per mantenere in piedi un matrimonio per così tanto tempo?"
Per qualche attimo ho taciuto , come spiazzata, poi ho lasciato il cuore libero di parlare
" non esiste una formula ma...un sistema garantito...una bella litigata nei momenti in cui la fiamma vacilla ed una "attizzante" pace prima maniera.
Il cammino insieme va costruito giorno dopo giorno, non inventato......
mietta
24 luglio, 2013
romanzo : " Intrecci" 4^ parte
la sartoria
Francesca si alzò presto.
Era un lunedì speciale : il primo
giorno del suo apprendistato presso la nota sartoria sel “ signor
Marco”
Sebastiano aveva contrattato con il
sarto un lavoro a mezza giornata ma, soprattutto di apprendimento.
Praticamente senza remunerazione. Il signor Marco accettò la
richiesta perchè capì le motivazioni che inducevano un vedovo con
famiglia numerosa a dare un mestiere che garantisse un futuro alle
sue figliole e, nello stesso tempo, permetesse loro di attendere alla
famiglia.
Francesca diede le consegne delle
faccende di casa a Giusi , elencò una serie di lavori da eseguire
dettandoli come litanie di Santi.
Dopo un anno di lavoro , il sarto
chiamò Sebastiano per comunicargli che Francesca si era impegnata
con interesse tanto che poteva “camminare “da sola.
“ allora posso comprarle la macchina
da cucire?” chiese l'uomo soddisfatto per aver fatto una buona
scelta per le figliole
“certamente!” rispose il signor
Marco “ aggiungerò che Francesca è volenterosa, intelligente,
intuisce subito l'esigenza e il gusto della cliente....!”
“ Vi ringrazio !” rispose
emozionato Sebastiano...allora dalla prossima settimana potrò
mandarle Giusi?”
“va benissimo rispose il sarto, però
ricordatevi che Francesca è sarta “da donna” a Giusi insegnerò
a confezionzre abiti da uomo, come avevamo già stabilito e poi.in
questo momento ho necessità di una lavorante in più nel reparto
uomini...”
Sebastiano ascoltava annuendo con la
testa.
20 luglio, 2013
romanzo " Intrecci" 3^ parte
il desiderio di Giusi
La famiglia di Giusi andava
numericamente rimpicciolendosi.
Quattro fratelli si erano arruolati
nella Marina Militare : Piero, Gianni, Michele e Salvatore.
Sebastiano, prima di partire aveva dato loro la benedizione paterna.
Emozionato ma orgoglioso della scelta
coraggiosa dei suoi figlioli. La carriera militare offriva loro la
dignità della divisa e sollevava il grado sociale della famiglia
Arrivato il momento della partenza ad
ognuno aveva detto le stesse parole, come una formula da tempo
ripetuta:
“ vai figlio mio, proteggi la nostra
Patria dal nemico, fa si che nessuno straniero calpesti la Terra
nostra e dei nostri padri, renditi onore con correttezza, rispetto ,
coraggio e che la mia benedizione e quella della tua mamma ti
accompagni fino al ritorno.”
Il figlio riceveva queste parole
,mentre, Francesca accanto mordeva i denti poiché avrebbe voluto
aggiungere “la sua” ma Sebastiano glielo aveva proibito .
Dopo la benedizione di Pietro, il primo
figlio che partì, Francesca era intervenuta a modo suo:
- inginocchiati fratello e chiedi
perdono a me e al babbo di tutte le tue monellerie, dei peccati...”
non potè continuare,un inferocito
Sebastiano puntandole l'indice le urlò
“ ritirati bruttota! Ricordati che
anche tu sei figlia, non metterti al posto mio o di tua madre!”
Francesca si era allontanata. Seduta
sulla panca sotto il roseto rampicante , aveva pianto lacrime di
rabbia per l'umiliazione inflittale da suo padre.
19 luglio, 2013
romanzo " intrecci" 2^ parte
la signorina Luisa
La chiamavano così perchè apparteneva
ad una nobile famiglia di ricchi proprietari terrieri.
Era arrivata alla casa di cura una sera
che profumava di Primavera .
La poverina indossava un grembiule
bianco intriso di colori ad olio; puzzava di pittura e trielina.
I capelli castano chiari,lunghi ,
solitamente raccolti in una treccia a corona sulla testa, ora
scomposti, scarmigliati contornavano un viso bellissimo; gli occhi
cerulei perduti nel vuoto di un suo mondo.
Le labbra lucide sul viso diafano
ripetevano ossessivamente:
“ Artur, Artur...dove mi stanno
portando amore? Artur, Artur...come potrai trovarmi ?”
Dietro gli infermieri che spingevano la
carrozzina con la signorina Luisa, sua madre donna Giovanna ,seguiva
versando lacrime di dolore per quella figlia che la follia le aveva
strappata.
Giusi si preparava a coprire il turno
della notte, udì i passi frettolosi e quella voce dolcissima che
cantinelava frasi a ritmo ripetuto.
Uscì dalla stanza e raggiunse il
gruppo nello stesso istante nel quale il medico iniettava un
tranquillante nelle vene della signorina Luisa.
Appena la paziente si calmò il medico
si rivolse a Giusi
16 luglio, 2013
Romanzo..Intrecci...1^ parte
Il cancello cigolava.
Un venticello autunnale , in movimento
a vortice, lo spingeva a ritmo costante e ripetitivo: cigolio
sbattuta, cigolio, sbattuta.
Completava il tutto un lieve fruscio di
foglie secche coinvolte nel gioco dal vento.
Una donna, seduta su una panca, lo
sguardo perduto in un suo abissale vuoto, ritmava inconsciamente
quella musica di quel breve pentagramma naturale.
“Signorina Luisa,signorina Luisa!!”
la voce delicata di un' altra donna, apparsa all'improvviso la
chiamò.
Nel sentire il suo nome, Luisa si voltò
lentamente , cercando con lo sguardo la direzione da dove proveniva
la voce di Giusi, la sua assistente preferita.
Individuatala, il viso le si ammorbidi
in un sorriso , allungò le braccia, come un bambino che ha ritrovato
la sua mamma:
“oh Giusi!!” esclamò ,mentre
l'assistente l'abbracciava.
“Signorina Luisa! Eravamo preoccupati
per lei!”
“come mai?” chiese la donna
intristendosi per aver dato un dispiacere
“ tranquilla signorina!” disse
Giusi accarezzandole i capelli “ dovete stare attenta, quando suona
la
08 luglio, 2013
Tay...racconto
Tay
Con la testa china celava il suo malessere: “toccare il cielo”
La giovane stava seduta per terra,
forse all'interno di una casa in costruzione.
Pensava Tay, perplessa e confusa,
ricordando ciò che aveva osservato quelle rare volte che “lui”
si era allontanato lasciandola sola. Era così strana la sua
“prigione”.
Solo muri. Per terra mancava il
pavimento, anzi, sembrava proprio di star seduta su del terreno
schiacciato e indurito dal tempo.
La volta era ,ancora più fuori dal
normale: bassa, così bassa che per stare in piedi era necessario
spostarsi al centro della stanza.
La volta, in quel punto, si sollevava
verso l'alto come una una canna fumaria di un camino grande e andava
restringendosi verso la fine, dove perdendo la forma conica ,
diventava uno stretto cunicolo prismatico triangolare.
Da quel buco triangolare Tay, poteva
vedere il cielo , quell'unico raggio di sole tanto agognato, e
qualche stanco uccello che cercava riposo posandosi su uno dei tre
cornicioni della canna fumaria.
La giovane aveva impresso nella mente
ogni minima sporgenza bitorzoluta ,pensando di utilizzare i suoi
ricordi come mappa al momento della fuga.
04 luglio, 2013
poesia...La scala
della nostra storia.
Il tempo l'ha segnata
d'ogni passo che l'ha solcata.
Quella dei miei bambini
saltellanti nel giocare
o a cavalcioni
della ringhiera,
mai quieti da mane a sera.
Quei piedini
son cresciuti,
vanno sulla loro strada
d'adulti.
Quando possono
ritornano
sulla strada di casa,
ritrovan la scala
in attesa.
Mai la sua cura
fu trascurata,
di fiori sorridente
saluta i passanti
e intanto attende
che i ragazzi
in ritrovata via
" ecco! ti riconosco
dell'infanzia
casetta mia!"
esclamino
in rispettosa devozione
Poggiato
sul gradino il primo passo
con determinazione
nel cuor rinasce
atavica emozione
che
i passi invita
a salir di fretta
gli amori natali
son sù che aspettan.
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