06 settembre, 2012

poesia...impressioni autunnali


Tiepido, 
mai ombroso sole ,
nell'avanzare.
Il mio amor autunnale
sorride nel bosco 
di passionale incanto. 
Tenero acobaleno 
di pennellate mai scialbe,
profumo di ricordi ,
balsamo ai silenzi, 
in posati pensieri
tra mente e cuore.
Muta, in solitaria,
mai indifferente postura,
ritrovo il mio "io" più vero, 
piccola amante,
dell'Onnipotente,
riconoscente creatura.

                                             

01 settembre, 2012

poesia...Rabbioso Settembre


Settembre
è arrivato,
immemore
del suo andar
con passo sicuro e cadenzato
al ritmo di delicato vento.
Dalla ruota del tempo
è sbucato infuriato,
mosso da incrociati venti,
ha sollevato polverone
verso il sole,
accusato
di eccessiva
calura dittatore:
“ a te che hai in mano
le sorti della vita, “

urlava
nel vento,
di Settembre la rabbia
osservando la natura,
di  vitale infinita essenza
chiusa in gabbia,
fino all'osso prosciugata
privata della visione
di una futura esistenza

“abusare del potere donato
non è permesso!
Restituisci il maltolto
distribuendo piogge e frescura,
abbassa la cresta,
siano riequilibrate
le armonie vitali
perchè
del potere la gestione
non è abuso o furto ma
equilibrata partecipazione”.

Han brontolato anche il mare,
la collina, la montagna ,la pianura
si è oscurato il cielo
nella
mai perduta speranza
di sollevar del dittatore
il velo di finta ignoranza.

                                       

30 agosto, 2012

poesia....tradita da un tango...


La fisarmonica alitava
un tango
dai colori sfumati
dal tempo
attaccandosi,
con viva forza,
similare a marosi,
al groviglio di spine 
custodi
dei ricordi dolorosi.
La musica avanzava,
rivedevo mio padre,
di quel tango
appassionato spasimante,
andar via lentamente
in compagnia di un avido male,
lasciando dietro le mie spalle
una voragine, il vuoto,il dolo
l'insicurezza dell'abbandono.
I discorsi mai fatti,
le parole non dette,
i sentimenti non esternati
le “scusa” mai chieste
il cuore mi fan dolere.
“Babbo
sei partito
nel tempo in cui
la maternità,
rendendomi adulta,
aveva aperto in me
la consapevolezza
che le tue regole impositive
erano dettate dall'amor paterno
dalla tua bontà.
Marito, figli e nipoti
del mio viver
sono essenza
eppure,
con questo tango,
il cuore piange
i silenzi, i vuoti
della  prematura partenza.”

                                                    

25 agosto, 2012

La piaga della Sardegna: gli incendi

amara sera

Spero che domani il cielo pianga
sulla nostra infuocata Terra
Figli incoscienti
dell'amarezza
e del suo dolore
con fiamme ardenti
la colpiscono al cuore.
Tra la natura incenerita
in sofferenza
pianta resistente e ardita
solleva l'ultimo sguardo al cielo
chiedendo pietà
alla bontà dell'Altissimo,
"restituisci la ragione all'uomo
e a me la vita."

21 agosto, 2012

poesia...serata a Pattada

Poesia
serata a pattada
19 agosto 2012

Tenero volo
di mariposa
fu il favellar in rima.
Concerto di suoni,
atavica armonia
in “alas de poesia”.
Nel sereno crepuscolo
il cielo risplendeva
di stelle a mille,a mille,
erano le scintille
del poetar che saliva
da “su antigu foghile”
Il dondolio di una cuna,
le storie della mamma,
dono colmo d'amore
per la sua creatura.
Malinconico volo di colombe
verso terre lontane,
al suono delle “launeddas”,
richiamo di quell'amaro lacrimare
in cerca di pane.
Sui volti attenti,
in partecipazione silente
contenuto orgoglio
emozionante
si alternava ad
applausi di consenso
anche alla rima a doppio senso,
Un Angelo vagabondo
sedeva sereno , uno fra tanti,
eppur splendeva come faro
per i perduti naviganti
nell'umana sofferenza.
Il cuore ritemprato
di amor per la mia terra
ringrazia per il dono cortese
tutta la gente pattadese.

    






14 agosto, 2012

Una storia senza tempo....fine





Partita la carrozza Tania desiderò rivivere ogni attimo di quella giornata. Voleva imprimerli nella mente, voleva donare linfa pura di amore al suo assettato cuore.
Indossato uno scialle sulle spalle, per proteggersi dall'umida sera, uscì di casa e si diresse verso i campi.
Arrivò alla casetta dove aveva vissuto la prima parte della sua vita. Non ci andava molto spesso, però in quel momento desiderò ritrovarsi nei ricordi.
Prese la chiave nascosta sotto un sasso ed entrò. Il sole mandava gli ultimi raggi, prima del tramonto.
Uno illuminò la lettera che aveva lasciato per Giosuè, quando era andato via.
Vi aveva scritte tutte le indicazioni per ritrovarla, nel caso lui fosse ritornato. Era ancora li. Lui non era mai ritornato.
La luna piena saliva birichina allontanando una bella fetta di tenebre.

Una storia senza tempo...undicesima parte




Tania si guardò attorno.
La casa era linda. In quei tre giorni di lavoro aveva risistemato le tendine delle finestre, i merletti dentro la cristalliera, le piante interne e quelle sui balconi, i mobili semplici, tirati a lucido con l'olio di lino.
Era tutto così accogliente che, ella stessa sorrise soddisfatta.
Dalla cucina proveniva il profumo del pane appena sfornato e sistemato dentro un canestro, tra panni di lino bianchi. Quel profumo si mescolava con i dolci preferiti da Enne.
Sua madre si era impegnata ad impastare farina per fare il pane, le ciambelline, i papassini......tutto ciò che a sua figlia avrebbe donato la certezza d'esser a casa sua.
Il tempo era volato tra il fare ed il ricordare.
Tania si avvicinò al camino per controllare la cottura del “porcetto” quando, sentì il tipico rumore dell'avanzar di una carrozza sulla stradina del “ borgo antico”
“oddio, saranno loro?!” si chiese avvicinandosi alla finestrella.

09 agosto, 2012

Una storia senza tempo...decima parte

Mamma e figlia si coccolavano cullandosi abbracciate. Non una parola. Il silenzio parlava per loro attraverso la pelle. Nell'abbraccio riallacciarono quei legami che, neanche la rottura del cordone ombelicale distrugge: ciascuna si sentì, nello stesso tempo, sia madre che figlia, in scambievole simbiosi. Ripresa coscienza , Tania :” vieni su figliola, la mia casa è la tua...desidero riempire il vuoto di questi anni con i racconti del vissuto che, le tue parole, sapranno donarmi!” , propose. Marienne la seguì. Sedute sul terrazzo, la madre, per creare un'atmosfera di fiducia, raccontò la sua storia , non tralasciò niente. Incoraggiata dalla spontaneità della madre anche Marienne si raccontò. “Madre, come è dolce chiamarti così Tania! La mia migliore amica” esordì ,con emozione la giovane , non vergognarti , la tua storia dolorosa rende onore al coraggio con il quale hai affrontato le avversità della vita. La mia non è stata così greve come la tua ma, ho attraversato anche io, momenti duri. Fino sei mesi fa ero convinta di chiamarmi Marienne Borghesi, figlia di Donna Matilde e del marchese Matteo Borghesi. Mio padre, persona adorabile, morì quando avevo nove anni. Fu un grande dolore ma, quello che avvenne dopo modificò la mia vita . La mia mamma , trascorsi i mesi, imposti dalle regole, per il lutto, fu

06 agosto, 2012

una storia senza tempo...nona parte

I piedi della donna seguirono il sentiero per abitudine: la sua mente in posizione di stallo, cercava la forza di accogliere e vagliare singolarmente l'accozzaglia di ipotesi che, opprimendola le sconvolgevano l'animo con tonalità di sentimenti dal più buio al più solare.
Aperta la porta della sua casetta, si gettò sul letto, gli occhi , fissi al soffitto, proiettavano le immagini dei suoi pensieri mendicanti  risposte certe.
La catenina era indubbiamente la “sua”. Come poteva essere al collo di Marienne? La ragazza aveva parlato di sua madre e di un suo patrigno, quindi, aveva conosciuto un padre!
Se fosse stata la sua Teresa , come avrebbe potuto prendere il vapore ed attraversare il mare in così giovane età? “No,no ,è una povera pastorella, però resta il fatto che ha addosso la catenina di mia figlia, se non è lei ,la storia della catenina potrebbe condurmi verso la mia Teresa!”

24 luglio, 2012

Una storia senza tempo...ottava parte


Era il giorno nel quale sua figlia avrebbe compiuto quindici anni.
Tania , quel mattino si svegliò con quel pensiero. Stesa sul letto, le braccia incrociate dietro la testa , osservava un raggio di sole che, noncurante dei pensieri tristi della donna, penetrando da una fessura della finestra, illuminò la stanza con un radioso spicchio di luce..
“sorridi, sorridi !” gli parlò la donna “ tu puoi ”
Mentre si crogiolava nei suoi pensieri sentì provenire dall'esterno il rumore di zoccoletti di pecorelle ed udì la voce di giovane donna che richiamava un cagnolino.
La curiosità cacciò l'indolenza di Tania che, sollevatasi dal letto, si accostò alla finestra.
Aprì le persiane ed affacciatasi vide una giovane pastorella, che conduceva il suo gregge al pascolo.
Tania sorrise.
Era tutto così buffo. Ella era abituata a vedere greggi che passavano per la strada ma, mai piccolo come questo.
Cinque pecorelle trotterellavano dietro alla pastorella che, parlava loro chiamandole ciascuna con il proprio nome.

23 luglio, 2012

Una storia senza tempo...settima parte



Seduta sul calesse , teneva salde le redini. Le nocche delle mani bianche erano l'unico segno visibile della tensione che la governava.
La strada sterrata e in salita sballottava la carrozza e così la donna.
Tania percepì la similitudine tra quella strada e la sua vira: sempre più spesso in salita e colma di ostacoli.

Dopo aver preso la decisione di recarsi al convento per cercare la figlia abbandonata, si concesse ancora qualche giorno per chiarire le idee , per assaporare pienamente le emozioni incontrollabili che l'invasero di fronte alla svolta positiva del destino.
Adesso ,sulla strada , ripeteva ciò che aveva pianificato;
Avrebbe raccontato, alla Madre Superiora, tutta la sua storia e , per la prima volta, non avrebbe tralasciato nulla del suo vissuto, delle sue scelte giuste o sbagliate e di quelle imposte da un destino bizzarro.
Si sentiva sicura del successo della sua richiesta, poiché, grazie a Monsignore Piga aveva una casa e con i soldi risparmiati, con tanta fatica, aveva comprato un campicello già seminato a grano.
“Sicuramente”, pensò la donna, “non potranno restituirmi immediatamente mia figlia . Non mi conosce ma, io mi proporrò come volontaria per l'assistenza ai bambini e mia figlia imparerà ad amarmi. Solo allora saprà del nostro legame. Le racconterò tutto, mi capirà, mi amerà...Le suore mi aiuteranno...non possono impedire ad una madre di ricongiungersi con la sua figliola, quando l'abbandonai ero poco più di una bambina...!”

20 luglio, 2012

Una storia senza tempo...sesta parte



Per Tania si aprì un nuovo capitolo della sua vita.
Aveva due obiettivi da raggiungere : lavorare, guadagnare del denaro per riprendersi sua figlia , darle una vita dignitosa ed una giusta istruzione che le garantisse un tenore di vita migliore di quello di sua madre.
L'altro obiettivo era legato alla ricerca di notizie su Giosuè. Non poteva averla abbandonata.
Di questo si sentiva sicura.
Nella testa tanti pensieri le si accavallarono, in confusa ,buia disarmonia tra passato e futuro.
Sembravano nuvole impegnate a rincorrersi per ricoprire il cielo e nascondere il sole.
Sentì la necessità di restare sola per fare ordine mentale,per ritrovare quel raggio di luce che l'avrebbe spinta ad andare avanti, a lottare : la speranza
Salutata Gemma, cominciò ad orientarsi nella nuova casa..
La casa era vecchiotta, l'arredamento modesto ma essenziale.
La donna rifiutato , con garbo, l'aiuto di Gemma, iniziò a ripulirla.
Al piano superiore vi erano due camere da letto. Una grande ed una piccina.
Sognò, ad occhi aperti, nella stanza grande, uno spazio per lei con Giosuè e nell'altra sistemò, con la fantasia, un letto con baldacchino di pizzo e tulle, lo scrittoio, i libri, i giochi per la sua piccina
Mentre lavorava pensieri positivi cacciarono le nuvole dalla mente, restituendole forza e coraggio
“ ce la farò” disse a sé stessa.

17 luglio, 2012

Una storia senza tempo...quinta parte


il coraggio di Tania.

I ricordi erano dolorosi ma,  il destino sempre avverso con lei, ad un certo punto mutò.

Alle tre del mattino, Tania, si svegliò. Serenamente si alzò dal letto. Fuori era ancora notte, la luna con il suo buffo sorriso a spicchio verticale, vegliava sui sogni degli uomini.
Dopo poco sarebbe sorto il sole che, cacciando le tenebre, avrebbe dato luce al nuovo giorno.
Quello tanto atteso, il giorno dell'arrivo della sua figliola.
Affrettatasi al lavabo mise, l'acqua nel catino e si lavò.
Indossato il modesto vestito ed un grembiulone bianco si dedicò a preparare il pane.
Setacciò la farina, la impastò con acqua e sale e ,dopo avere lavorato l'impasto con il lievito, lo coprì, affinche, riposando si gonfiasse.
Nel frattempo accese il forno a legna utilizzando la fascina che aveva preparata la sera avanti.
Nel lavorio fisico la mente libera,riprese ad assemblare ricordi.

14 luglio, 2012

Una storia senza tempo....quarta parte

Tania



Nonostante l'accavallarsi dei ricordi Tania si dedicava con amore a preparare l'accoglienza per sua figlia, la nipotina e la sua amica Elena con Michela.
Mancava un giorno all'arrivo.
La donna ripuliva, dalla foglie secche, i gerani che pendevano con sorrisi colorati, dalla ringhiera del breve terrazzo di lavagna.
Intanto osservava la stradina acciottolata che conduceva alla sua casa.
Le pietre consumate dal tempo, segnate dalla storia erano linde.
Il giardino, nel retro della casa , profumava di rose, begonie, mammole. Armonia di colori come se un pittore Divino lo avesse colorato.
Nell'abbellire la sua casetta ,trascorse il giorno, arrivata la sera, Tania stanca ma serena ,andò a dormire.

12 luglio, 2012

Una storia senza tempo...terza parte



Ancora ricordi

Tania sentiva nel suo cuore saltellare la gioia.
Ancora un paio di giorni e avrebbe stretto al petto la sua figliola.
Aperte le finestre della sua modesta casa, nel borgo antico, prese a riassettarla.
Mentre passava da una camera all'altro, tirando a lucido ogni cosa, il fiume di ricordi continuò a scorrere nella sua mente.
Pochi giorni dopo la partenza di Giosuè, la giovane aveva portato al pascolo il piccolo gregge che il suo amore le aveva affidato
“curale per me!” le disse dandogli le carezze dell'addio.
“ lo farò, amore , la loro cura mi aiuterà a sopportare la tua lontananza, ti aspetteremo!”
“ritornerò, con il denaro guadagnato comprerò terreni e farò di te una signora!”
Promise il giovane allontanandosi con una sacca sulle spalle.
Quella mattina ,Tania, seduta sopra un sasso, suonava lo zufolo .Un malinconico suono sull'allegro belare delle pecorelle.
Improvvisamente senti qualcosa muoversi nel suo ventre.