07 marzo, 2013

CONDIVISIONE..da Fata Confetto

Sento il bisogno di esprimere

il mio profondo dolore

e la mia preoccupata costernazione

per la nostra Italia,

nella quale un grande numero di cittadini

ancora una volta ha compiuto una scelta che,

 dopo le disastrose esperienze passate

conferma di anteporre al bene di tutti noi

l'immoralità

la corruzione

la prevaricazione

l'irrisione dei diritti


e dei principi della Costituzione.

06 marzo, 2013

poesia...8 Marzo...è festa?????



8 Marzo...è festa??



Non spendete sorrisi
lasciate che,
dall'albero,
raggiera di mimose
illumini
il ricordo di quelle donne
figlie, madri, sorelle, spose,
immolate sugli altari
dei loro e nostri diritti esistenziali.
Mai paura esternarono
in lotta di riscatto
di umana considerazione,
liberazione cercarono
da atavica oppressione,
da quel di Eva ,
sconsiderato animale,
da uso e resa
al servizio di un padrone.
l'otto Marzo
è un giorno di commemorazione
riconosciuta giornata internazionale
dei diritti acquisiti ,
sulla carta,
da noi civili donne.
C'è poco da festeggiare!!
ardua è ancor la strada del nostro andare.
Son morsi di serpenti al cuore
violenti atti e di ogni sorta
silenti o ecclattanti abusi
spesso legittimati da costumi, religioni, usi
Restituiamo dignità a questo giorno,
da consumistica usanza reso vano
e all'uomo che con una mimosa in mano
ci dirà “ ti amo”
ricordiamogli che
siamo donne tutto l'anno.

                     






poesia...l'amicizia




L’amicizia  risiede
in quella parte del cuore
ove l’altruismo diviene amore.
È un sentimento unico,
nasce  e cresce spontaneamente
come semi di vita portati dal vento
in ogni stagione , fuori dal tempo.
Più il terreno disponibile sarà
più fiori e frutti copiosi darà.
l’amicizia  anima lo spirito,
come pane appena sfornato, il corpo.
Il suo  frutto
mai esposto al tatto,
dolce  come il miele,
dona sollievo al vivere
con  la preziosità silente
di piccoli gesti,
dettati dal cuor, prima che la mente.
Un saluto, un semplice sorriso,
una risata di gusto,
una mano tesa .
l’aiuto spontaneo
nella solitudine, nella malattia, o
in un momento di
demotivato, incomprensibile malinconia.
Alleggerisce il peso, confidare un segreto
tra lagrime che sgorgano in un altro petto
Condividere una  gioia nascosta ,
parlar della paura
della  casa silenziosa, della notte scura
Esporre dubbi esistenziali, 
essere sé stessi liberamente
in un continuo donarsi
con sicurezza ,
apertamente,
librarsi in volo
come gabbiani controvento.
fiduciosi nelle ali ,attente sostegno.
Tutto quel che sarà detto,
fatto , donato o ascoltato
mai sarà il solo gesto
di una tesa mano
ma, quel dono prezioso
che rende unica l’amicizia
è cosa rara , si chiama “fiducia”,
lealtà sincera  che non conosce
interessi , egoismi o sporcizia.

                                                  

27 febbraio, 2013

poesia...Il poeta


Nel rimare
il suo esser vive
appagamento di voglie
che comune mortale
mai coglie.
Sorride in puerile gioia
o piange in sentita doglia,
anche con i piedi per terra
cammina sui sogni,
veleggia con la fantasia,
gioca con la follia.
Mai timor
d'utopico pensiero
fermerà il suo andare,
come gabbiano ha ali per volare,
Ispirato in poesia
il silenzio,il vento, il mare
cantan per lui note in armonia.

                                             




24 febbraio, 2013

WAI,WAI....




"wai,wai" 
di Maria Antonietta Sechi e Franco Masia, edizioni  il Ciliegio sarà in libreria per Pasqua
è dedicato ai protagonisti di questo romanzo : “i bambini di strada”:
Bambini, in stato di completo abbandono che vivono di espedienti, per sopravvivere, nelle periferie delle metropoli, Bambini – soldato, bambini derubati dei diritti esistenziali.
La dedica si estende alla sensibilità del lettore su questa piaga vergognosa della nostra civiltà. Nonostante la tematica trattata , il romanzo di prossima uscita, affronta l'argomento, con gli occhi e il linguaggio dei bambini e di "quei bambini",...utilizzando, come nelle favole, come filo conduttore, un personaggio magico ....il trenino wai,wai...i disegni del picasion gif maker hanno la mia stessa firma....



mariantonietta


http://picasion.com/i/1PqTi




                          

23 febbraio, 2013

condivisione

Miei cari lettori
oggi voglio condividere con voi una gioia:
ho ricevuto la copertina della mia prima pubblicazione.

eccola in anteprima

La copertina è stata gentilmente dipinta dalla pittrice Daniela Squintu


Nella dedica vi è la tematica trattata




Dedicato ai protagonisti di questo romanzo : “i bambini di strada”:
Bambini, in stato di completo abbandono che vivono di espedienti, per sopravvivere, nelle periferie delle metropoli, Bambini – soldato, bambini derubati dei diritti esistenziali.
La dedica si estende alla sensibilità del lettore su questa piaga vergognosa della nostra civiltà.
Citazione : ….Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare (dal Vangelo di Matteo 18,5)
Maria Antonietta

20 febbraio, 2013

poesia : per il mio compleanno

il mio tempo


Immersa
nel trascorso tempo,
essenza
del viver mio,
emergenti ricordi,
in variegati colori,
si rincorrono,
accavallandosi,
 vibranti esistenziali differenti emozioni.
Mani d'amor scambievole,
in condivise dolci, aspre
prove di vita
la mia storia hanno unito,
in virtù d'intreccio,
con altre storie
del disegno Divino
ordito.
In serenità
ho superato la curva parabolica
dell' umana età.
Si fa sera,
sulla mia cima
ciocche innevate
non suonano spente note
di vitale declino
ma
rinnovata Primavera,
strumentale inno di cori
in maturata consapevolezza
della vita valori.
Per la famiglia
d'amore vanto
per gli altri doni ringrazio Dio
in elevato canto:
“non disperderò un istante
dell'alito di bontà,
che la Tua misericordia
sul viver mio verserà”.




16 febbraio, 2013

poesia...l'andà...con traduzione


l'andà

Lu me' andà,
so' passi leni
pa' chissa carreredda istarrata,
cumenti camineddu
di campagna
i la Tarra mea amata.
Cuarchi olta è tolta,
o ha impidimentu
di macchjoni spinosu.
Mai lamentu a Deu pesu,
ingratu ripagamentu
pa chissi ragghj di luzi
chi da lu zelu
l'occhj mei azzendini
pa arrià a lu cori
e m'agghjuddani a camminà.
in altura o in falata
i la strada a me assignata
da disegnu di lu Sò Amori
Cumenti prenda stimata
pa la vita agghju amori;
pa li sò culori. l'odori, li soni
sintimenti antighi
prufundi di prinzipi e valori,
appresi da l'anziani
custodi rispittosi
d'onori e vuluntai
in silena salditai.

traduzione

Il camminare

Il mio camminare,
son passi lenti,
su quella stradetta sterrata
simile a sentiero di campagna
della mia Terra amata.
A volte è storta,
oppure mi è impedimento
un cespuglio spinoso.
Mai, a Dio sollevo lamentele,
sarebbe un gesto d'ingratitudine
per quei raggi luminosi
che dal cielo penetrano nei miei occhi
per arrivare al cuore,
sostenendomi nel camminare,
in discesa o in salita,
nella strada a me assegnata
dal disegno del Suo Amore.
Come gioiello prezioso
amo la vita,
i suoi colori, i profumi, i suoni,
arcaici sentimenti
ricchi di principi e valori
appresi dagli anziani
rispettosi custodi
d'onore e volontà
in silenziosa sardità.

                                                          

13 febbraio, 2013

poesia : per San Valentino

 


amore


All 'ombra
del silenzio,
gesti lenti,
misurati
ambiti
cercati,
tacito linguaggio,
mai sordo,
in crescente
armonia palpabile,
parlano a me di te
a te di me.
Giammai
vento
trasporterà
simili parole
solo
folate lievi,
in sospirati
intimi
vagiti
parlano a me di te
a te di me
d'amore. 



                                                           

12 febbraio, 2013

La poesia

La poesia

La poesia non è
un insieme di parole
incastrate
come giochi di bambini
E' lo specchio del vissuto,
frutto di seme,
tra mente e cuore
coltivato,
da un pizzico di follia concepito,
d'emozioni nutrito.
Il parto è
un dipinto di parole,
pennellate
di sentimenti,
sfumature
d’autore,
ardito
tocco in sublimata
fantasia
ristoro all'animo
è
la poesia.

                                            





10 febbraio, 2013

Un amore...fine


Giuanneddu offeso, da quell'urlo disumano lo aggredì, a parole:
- perchè no? Sono nato servo ma ho vissuto con padron Giuannantonio, io curo la sua roba come un padrone...io amo Annedda e lei ama me..perchè farci soffrire?.-
- noooooooooooo!!! non è possibile , non si può – urlava l'uomo
Confuso da simili urla, Giuanneddu cercò di calmarsi per sostenere la sua richiesta.
- ditemi il perchè...io ho mani forti, in pochi anni ho racimolato come paga quaranta pecore...-
riprese il giovane
- quaranta pecore, quaranta pecore... – ripettete a sé stesso, come nenia, Franziscu, andando avanti, indietro per la sala.
- quaranta pecore furono quelle che diedi a tuo padre ma lui disubbidì – disse , sollevando un dito verso il giovane
- che dite padron Franziscu ,cosa c'entra mio padre? io non capisco cosa dite...perchè non posso avere Annetta, noi ci amiamo???...siate chiaro vi supplico-
Franziscu si avvicinò al giovane puntando lo sguardo nei suoi occhi. Per la prima volta li vide, ne riconobbe la fierezza , l'orgoglio, la dignità di appartenenza
- vai a casa da tua madre, raccontale tutto. Lei ti darà la risposta ...poi prendi le tue quaranta pecore e fai quello che avrebbe dovuto fare tuo padre..-
Poi, stanco, schiacciato da quella notizia si rivolse a Giuannantoni

Un amore...nona parte

Linalda , la serva di Franziscu Puligheddu, bussò alla porta del padrone e con “confidenziale” atteggiamento aprì, senza attendere risposta.
Franziscu che aveva riconosciuto il passo , lasciando cadere il giornale, le disse :
- ti ho avvertita tante volte di non entrare se non dico “avanti”-
- padrone, ma la notte quando entro nella vostra camera e mi infilo nel vostro letto, non mi sgridate mai! - rispose la scaltra serva.
Franziscu fece finta di niente e
- dimmi cosa c'è?-
- di sotto, vi è il vostro vicino Giuannantoni insieme al servo Giuanneddu -
- e che vogliono? - chiese l'uomo
- non me lo hanno detto, però sono vestiti come il giorno della festa della Santa Patrona.-
Una ruga pensierosa solcò la fronte di Franziscu
- Annetta e Bastianu dove sono ? - chiese cercando di nascondere l'agitazione.
- vostra figlia è in camera sua e legge un libro della sua povera mamma, Bastianu sta ancora sistemando “ la roba” -
- bene, avverti Annetta che non esca dalla sua camera e Bastianu che non vada da “ Perritu” ...scenderò subito -
Uscita Linalda l'uomo cercò di scacciare l'ansia causata dai “ perchè” di quella visita , di quegli ospiti vestiti a festa.
Prima che qualche scheletro , affacciatosi dal passato, uscisse dall'armadio, si sistemò e scese le scale diretto alla sala.
Annedda aveva visto arrivare, da dietro la tendina della finestra, i due uomini.

Racconto..un amore..ottava parte

Annetta prese il mastello, lo mise sulla testa e , quasi di corsa si avviò verso casa.
- Annetta!,Annetta! - la rincorse Giuanneddu incredulo che, la promessa scambiata, non fosse un sogno.
La giovane si fermò, il viso sorrideva illuminato da quel sentimento nuovo che le stuzzicava il cuore di emozioni dolci ed arrossava le guance :
Egli le si accostò:
- dimmi che è vero! Che non sto sognando! Dimmi che mi ami!...-
Annetta arrossì, lo guardò negli occhi per trasmettergli sicurezza ma, non riuscì a pronunciare parola. Lui , toltole il mastello dalla testa, la strinse a sé:
- ho paura che sia tutto un sogno !!!-
ella sollevato il viso pronunciò un lieve:
– ti amo , non sapevo che la simpatia che mi ispiravi fosse amore, non conoscevo questo sentimento e adesso mi turba e mi confonde-
Giuanneddu la strinse : verrai alla fontana tutte le mattine???...ti aspetterò !
Ella assentì con la testa, poi raccolto il mastello, scomparve dietro la curva.
Rassicurato, il giovane riprese la strada verso l'ovile. Svolse i compiti meccanicamente perchè i suoi pensieri, i suoi sensi erano proiettati sull'intensa emotività vissuta al mattino.
Parlava da solo, ora chiedeva la mano della sua amata al padre, ora era con lei....il cuore gli saltava allegramente nel petto.
Alla sera fece rientro, come solito, alla casa di padrone Giuannantoni.
Decise di non dirglielo subito. Sentiva il bisogno di coccolare e custodire, ancora per un po', quell'amore tutto per sé.
L'indomani mattina, con dubbiosa ansia notturna, giunse alla fontana, prima del solito.

06 febbraio, 2013

racconto..Un amore..settima parte


                         
Affaccendata al lavatoio , Annetta si accorse di Giuanneddu solo quando le fu vicino. Percepita una presenza, sussultò lasciando cadere i panni per terra.
- Dio mio !- esclamò – che spavento ! -
Quando vide l'espressione mortificata sul viso del giovane, cercò di ricomporsi nascondendo lo spavento dietro un sorriso.
Quasi balbettando egli disse:
- buon giorno Annetta! - scusami se ti ho spaventata...ero...ero così attento ad ascoltare il tuo canto che non ho voluto interromperlo.
- beh!- sorrise con indulgenza Annetta, - se dovesse succedere ancora di udire il mio canto non fermarti ad ascoltare ma...canta con me...così non mi spaventerò! -
Giuanneddu rise alla risposta della donna. Era noto che avesse la battuta pronta, vivace e simpatica
Sceso dalla groppa di Burricheddu aiutò la donna a raccattare i panni quindi, nonostante le proteste di Annetta , li risciacquò ribattendoli sulla vasca.