25 marzo, 2015

poesia...Lume di Speranza

 Puisia : Luzi d' ispirànzia ( cuzinesu-gadduresu)   con traduzione

A una iaga accultu
cun l'animu in afannu,
una scuta, pusata mi sogu.
Camminesi di sulcu,in sulcu
in zilca di sintimentu,
più folti ch' i la Tarra,
pà lu mè cori scuntentu.
Unu gietu d'ea ciara
falàa da una rocca
cicciulendi in alligria
zilcàa la mè cumpangìa
ed eu, la siti m'aggiu bugatu
a chiss'occi d'ea cristallina.
Trostu di trumma d'angioni
da lu pasculu falendi
infattu a lu pastori,
cun soni d'allegri campaneddi,
attiresini la mè attinzioni.
Vultesimi,
a incantu d'apparita,
lu me cori slalghèsi
pà trattinì tulbamentu di visioni.
Lu pastori,
dirràmendi luzi d'amori
ciammà pà nommu
d'ungia angioni
chi intràa i lu Sò pasciali
e candu lu camminu paldiani
li frusciàa, li zilcàa
curàà li firuti
cunfultàa li cori
d'afannu abbuluttati
commu Babbu d'Amori.
Lu chi zilcàa,
era in chissu pasciali.
Iscitada,
lu cori allumatu
da sognu sì beddu
zilcu lu Sò pasciali
la Sò luzi, lu Sò pani
e Iddu, mancari indegna,
lu seru a me accultu.



Traduzione
Lume di Speranza.

Vicino al cancello di un ovile,
con l'anima affannata
mi sono, per un attimo, seduta.
Di solco,in solco avevo camminato
in cerca di un sentimento,
più forte di quelli che
la Terra aveva dato
al mio cuore insoddisfatto.
Una sorgente di acqua chiara
scendeva da una roccia,
gorgogliando allegra,
a sé mi chiamava
ed io mi dissetai
a quella fonte cristallina.
Scalpiccio di zoccoletti
di un gregge di agnelli
che scendevano dal pascolo
seguendo il pastore,
con suoni di allegre campanelle,
attirarono la mia attenzione.
Mi voltai
incantata da quella visione,
il cuore mio si dilatò
per contenere l'emozione.
Il Pastore,
irradiando luce d'amore,
chiamava per nome ogni agnello
che lieto s'appressava al Suo ovile.
Quando smarrivano il sentiero
le fischiava, le cercava,
curava loro le ferite,
consolava i cuori
turbati dall'affanno
come Padre amorevole.
Ciò che cercavo
era in quell'ovile.
Svegliatami,
con il cuore infiammato
da quel sogno così bello,
vado in cerca del suo ovile,
della Sua luce, del Suo pane
ed Egli, anche se indegna,
Lo sento a me vicino.






poesia...vento primaverile





Vento primaverile
in leggero volo
di farfalla
risveglia la Natura
cullandola,
con dolcezza,
dal cielo
schiarito
dai raggi del sole.
Nell'aria si spargono
profumi di vita,
la Terra fiorita
libera i cuori
dall'invernale tristezza.
Dalla mente
svaniscono nuvole
di neri pensieri,
rinnovate,
in Fede Divina
brillano, alla sera
accanto alla luna,
serene
come stelle.



21 marzo, 2015

Attimi...scrivo poco

E' una constatazione di fatto...scrivo poco.
Sono un vulcano di creatività...però scrivere è una forma creativa che mi soddisfa tanto.
La fantasia galoppa nei ricordi, imbastisce storie immaginando  personaggi e ambienti amalgamati tra loro.
Amo la poesia, però la prosa mi permette un'espressione più completa delle mie conoscenze.
Del mio modo di vivere "l'altro"
Sto attraversando un periodo di stasi, ho dedicato  molto tempo allo scritto,troppe ore chiusa in casa. Le altre molteplici capacità espressive ( hobbies) che mi danno soddisfazione sono esplose costringendomi a lasciare il computer.
Così per riequilibrare il mio "essere espressivo" ho suddiviso le ore
Rinnovato il giardino:



ho dipinto dei "murales" sulla porta del mio garage in lamiera ondulata

parte esterna


parte interna



ho rinnovato i cuscini del salotto arricchendoli con alcuni "poggiatesta" per lenire la cervicale
pedalando sù una macchina da cucire "necchi" del 1949.
Ottimo impegno per riattivare la circolazione sanguigna


ho restaurato un vecchi vassoio in legno

ho preparato i contenitori delle tisane

un caro saluto...

Insomma....creatività e movimento...



20 marzo, 2015

Poesia...un benvenuto alla Primavera..

La Primavera, con i suoi colori, è un INNO ALLA VITA.
La sua luce abbagliante richiama lo splendore degli anni verdi


10 marzo, 2015

Attimi...buongiorno al nuovo giorno

Buongiorno

Manca un quarto alle cinque.
Mi sono svegliata presto perchè le prime ore del mattino sono le più adatte per scrivere.
Tutto il paese dorme.
Solo i fanali illuminano le strade deserte.
Qualche gatto randagio attraversa placido la via centrale.
Che lusso!!! di giorno non potrebbe permetterselo.
Ritorno al p.c.
Il tic-tac dell'orologio e i suoni della natura mi tengono compagnia .Finalmente non  sento il vento infuriato, come nei giorni scorsi, anzi, sto serenamente ascoltando il canto degli uccellini che hanno nidificato nel mio giardino.
Preannunciano l'arrivo della Primavera...un'altra Primavera.
Vorrei che nei cuori delle persone si risvegliasse una Primavera colma di colori e dei profumi dei fiori...che cancellino il puzzo acre dell'odio,dell'egoismo, della presunzione di dominio, del denaro...della guerra


.

20 febbraio, 2015

Poesia...la mia vita

Nel giorno del mio compleanno


Attimi..... Per me e te....per noi


Aperti gli occhi al nuovo giorno, mi sono attardata nel letto tra le morbide coltri.
Il cielo, seppur nuvoloso, non ha il classico aspetto triste e cupo.
Lo osservo e sorrido.
Le nuvole grigie cercano un varco tra tante nuvolette multicolori e di varie grandezze.
Le conto: sono sessantacinque.
Alcune sono piccolissime. Come farfalle danzano festosi, allegri voli con l'incoscienza
del domani.
Altre nuvole di vari colori, dai toni più accesi a quelli sfumanti, sfilano davanti a me come i ricordi.
Mi affretto alla finestra.
Mi affretto ( si fa per dire).
Con calma mi avvicino alla finestra.
“ eccolo, c'è!” tamburella il cuore nell'osservare il consueto, atteso dono che mi riserva la natura, da “illo tempore” al mio risveglio del venti di febbraio: il mandorlo è in fiore.
Teneri, coraggiosi boccioli bianchi ringiovaniscono il vecchio albero.
Un lamento noto mi giunge alle orecchie. Seguo le sue onde, mi portano ai piedi dell'albero.
Lì è seduto, lo vedo, lo riconosco...è lui. La guida dei giorni miei, l'amore della mia vita.
“Ehi...pssss ! Attiro la sua attenzione.
Solleva lo sguardo. Il volto è un po' stanco, il corpo segnato….mi sorride.
“dai...tirati su! Non pensare agli acciacchi, sorridi ...la vita è bella sempre, vale la pena d'esser vissuta aldilà di tutto...”
Alzatosi, lentamente mi viene incontro, mi abbraccia stretta, siamo un'unica cosa...”quel che apprezzo di te è la giovanile curiosità che ti spinge a vivere intensamente l'attimo presente e ti proietta nel domani....la tua gioia supera la senilità, il malessere....è un inno alla vita..resta come sei...ti amo per questo!” mi sussurra.
Lo stringo forte a me: “ anche io ti amo”...poi accarezzandolo con lo sguardo...” benvenuto sessantacinquesimo compleanno...sei tu il mio tempo, la spinta vitale....”



06 febbraio, 2015

Attimi....sono assente..

E' vero, è un pò che non scrivo...La mia musa ispiratrice è in ritiro? non odo l'armonioso canto che m'invita...sarò mica sorda o stanca?...in attesa mi riposo ....nel mio laboratorio "d'arte povera" 
oltre le "pietre" e tutto " l'ambaradan" per creare le collane, ho aggiunto vecchi piatti, merletti, vinavil, colla a caldo, vernice, pallottoline di fazzolettini di carta, (ottimo e impegnativo lavoro per la motricità fine della mano), colori acrilici....tanto materiale povero e tanta pazienza per fare "porta bon-bon", sottovasi, centrotavola, lampade...:).








19 gennaio, 2015

Attimo fermati, sei bello!!!

Il mio laboratorio "d'arte povera" è il mio rifugio.

Le mie mani rallentate dal Parkinson s'impegnano in creazione di forme , espressione creativa-manipolativa che ho sempre amato.
Mai avrei immaginato  di fare di virtù necessità.
Nel laboratorio esercito la manipolazione fine, almeno della mano sinistra, vivo momenti di serenità cercata...e intanto cuore e mente cantano in poesia.
Vi propongo lavori preparati nelle fredde e noiose giornate invernali.
Ho rinnovato una vecchia sedia, la bambola che mio marito mi regalò, quando mi proteggeva come una bambina....è tre sgabelli lignei trasformati in poggiapiedi, per stendere le gambe dal divano,alla sera, mentre si guarda la TV
Ho usato solo materiale riciclato...
















16 gennaio, 2015

E che ci vuole?...



Sfaccettatura artistica....


A volte ti capita di trovare, in fondo ad un cassetto, un oggetto dimenticato, tipo una mignon cornice in filigrana d'argento. 
Sicuramente regalata alla nascita di uno dei miei figli.
E' annerita dal tempo.
 La lucido. 
Aiutandomi con uno spazzolino, passo "l'argentil" tra gli interstizi della delicata cesellatura. La cornicetta appare in tutta la sua bellezza, poi incornicia la Madonna per la quale nutro una particolare venerazione.
Decido di darle nuovo splendore. La cornice è piccolissima, sparirebbe tra gli altri quadri o cornici.
Nel mio "laboratorio di arte povera" ho ciò che mi serve: ritagli di legno di falegnameria, cerette per legno ad effetto antiquato, stoffa, imbottitura, spara punti, colla a caldo, sottile carta abrasiva,colori e....creatività....e voilà...





14 gennaio, 2015

Attimi : Il "lamierales"


Un segreto

la mia espressione poetica, prosaica , il mio laboratorio d' "arte povera" non sono nati a caso: sono armi che ho volutamente affilato per combattere un estraneo invisibile che un giorno ha deciso che io le piacevo e, senza chiedermi il permesso, mi ha "presa"...quasi tutta...per esattezza la mia parte destra.
Sta dentro di me da oltre tre anni.
Ormai di lui conosco ogni sfaccettatura...non è simpatico...mi fa soffrire....alla sua volontà di disturbarmi contrappongo  la mia forza di volontà manifestandola in "forme artistiche" che...forse artistiche lo sono solamente per me.
 Con le mie "forme espressive" riesco ad annoiarlo così tanto che lui si appisola ed io trovo attimi di gioiosa quiete.
 Nel mio laboratorio di "ARTE POVERA" l'estraneo si incanta mentre esulta la mia mano sinistra elevata al grado di regina da quello di "servetta" dell'imperatrice "mano destra"

La nostra è una battaglia quotidiana: l'invisibile mi dà del tu, io continuo a dargli del lei....e si signor PARKINSON....sarai sempre un estraneo in me e per me. Potrai prenderti tutto il mio corpo ma non il mio spirito, il mio sorriso, la mia voglia di esistere....d'esser IO...

Il "lamierales" corrisponde , con molta modestia e vagamente a quell'arte sarda dipinta sui muri delle vecchie case, i "MURALES"
Ho impiegato tre mesi, due ore al giorno, per rinnovare un vecchio magazzino di lamiera e dargli un aspetto quasi decente.
Demolirlo sarebbe stato un peccato, dentro giacciono "le cose inutili" accumulate nel tempo,   come se fosse il vecchio baule della nonna, e come nel baule , all'occasione, trovi quel che ti manca.
Il materiale usato: colori ad olio, pennelli, stoffe, fogli secche, vernici..in realtà il lavoro sta tra la pittura e il "decoupage".
Ottima la pazienza....

la facciata



dettagli








Portellone destro interno





Per il portellone sinistro....ci devo ancora pensare!!!!