La fantasia e il tempo viaggiano insieme mescolando i colori

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14 aprile, 2011

i racconti di una volta......la cugina Clelia.....8a parte

 la cugina Clelia
Il sole sorgeva  rosando il cielo, quando Alessandra si svegliò.
La serenità che sentiva nel cuore le richiamò alla mente  gli imprevisti avvenimenti della sera precedente.
Mai avrebbe immaginata simile fortuna. Nella sua vita aveva sempre lottato per avere briciole do affetto, comprensione e disponibilità all’ascolto dei suoi desideri.
Sentì bussare alla porta: un lieve “toc toc “ di nocche delicate.
“avanti “ disse pensando e sperando fosse sua cugina.
Era proprio lei. “buongiorno cara cugina” esordì entrando con un vassoio ove in due belle tazze fumava una calda colazione.
Poggiato il vassoio sul tavolino ,da dietro la schiena spuntò la mano con un mazzolino di fiori, ancora bagnati di fresca rugiada.
Ale scese dal letto e abbracciando sua cugina con occhi umidi di emozione , la voce fioca:
“non ho parole Clelia! Nessuno è mai stato tanto buono e gentile con me…………..forse il mio desiderio di donare amore a chi soffre ha regalato amore inaspettato a me! Il destino mi ha spinta qui per realizzarmi completamente…………grazie Clelia!”
Si abbracciarono
“ Anche io Ale sono felice di aver ritrovata!  la mia unica parente!, sai, sono vedova e senza figli ho solo il mio adorato papà e ,fino ieri, vivevo con l’ansia della solitudine che mi attenderebbe se  venisse a mancare, adesso ci sei tu…ho una sorella!”
Concluse emozionata
“basta con le lacrime, il tuo progetto mi entusiasma  tantissimo, potremo fare tanto insieme , i tuoi desideri sono degni di un grande cuore, richiederanno sacrificio ed impegno, ma non ci sarà la noia come nella locanda dove la gente sosta e poi riparte; non lascia traccia umana del suo passaggio al di fuori di un convenevole “buongiorno, buona sera!”
Fecero colazione insieme.
Clelia fece ulteriori domande ad Ale su cosa voleva veramente realizzare.
“Aiutare, nelle ore serali, gli adulti  ad imparare a scrivere almeno il proprio nome, alfabetizzare i bambini durante le ore libere dal lavoro, curare quei bambini che per vari motivi le mamme non possono  portare al lavoro con loro, lasciandoli per la strada., preparare sarte, ricamatrici................................”
“insomma vedremo cammin facendo” rispose serenamente Ale alle domande entusiaste della cugina.
Sorseggiando il latte caldo e con la mente immersa nel progetto Clelia esclamò:“ ma occorreranno persone per aiutare?”
Alessandra:“ sicuramente, giovani che svolgono lavori che gli permettano disponibilità di
ore”
Clelia: “ ma i loro padroni, i signori non gli daranno il permesso”
Alessandra serenamente : ci sono vari tipi di nobili; quelli altezzosi, nobili solo di stemma e stendardo,  quelli con sentimenti, che si ritengono fortunati d’esser nati con tutte le comodità e mostrano disponibilità affinché anche i loro servi abbiano una vita decente.
Più i nobili sono tirchi più i servi sono lenti e ladri per fame, più i nobili sono disponibili più i servi sono affidabili. Dico questo per esperienza ho fatto l’istitutrice per anni in case di “nobili.
Clelia:” interessante!!!”poi, sempre più entusiasta 
:”ma non tutti sono servi di signori, molti sono contadini, pescatori, inoltre, vi sono  gli  anziani che tengono già i nipoti,  potremo riunire i bambini insieme e dare ai nonni e alle zie zitelle  la possibilità di turnare nel darci una mano concedendo loro, tempi e spazi liberi per  chiacchierare, lavorare a maglia . Si sentirebbero più realizzate e meno oppresse dagli incarichi.”
“ è vero cara, condividere i pesi  alleggerisce gli stessi ..........e poi pensa ai bimbi ..........giocare insieme!”
Clelia:  "occorrerà una casa, un orto, un giardino?"
Alessandra:” certamente!, ho qualche ducato con me……..faremo un giro e cercheremo qualche vecchia fattoria, la ristruttureremo e la trasformeremo in un luogo dove ci sia lo spazio che ci serve , poi in Alfredo avremo un ottimo collaboratore per i lavori di ristrutturazione e manuntenzione!”
Mentre , ritiravano la colazione e scendevano la scala che le avrebbe portate da basso,
Ale continuò:" per prima cosa bisognerebbe  trovare la fattoria da riadattare  e cercare in giro degli arredi, tavoli, sedie armadi ………………….."
Clelia  la interruppe con un altro pensiero: “ ma, cugina Ale, questo non è il lavoro che svolgono le suore al convento?”
Alessandra  sorridendo:" le suore si occupano di chi non ha nessuno e vivono nel convento giorno e notte; nella mia idea di aiutare la popolazione  più disagiata, ci saranno gli orari per  la scuola, quelli della mensa , dei giochi , lo spazio per le ricamatrici ,per  le chiacchierone che vogliono prendersi una tisana ricordando il tempo passato, tutti poi alla sera, dopo aver riassettato i locali torneranno alle loro case.
“Allora iniziamo subito con il cercare una vecchia fattoria, poi passeremo per le botteghe e chiederemo quello che ci potranno dare: tavoli vecchi, sedie da aggiustare vedremo…..vedremo.."
Dopo aver salutato lo zio che, le attendeva felice di veder sua figlia brillar di entusiasmo per la ritrovata cugina, salirono sul calesse e uscirono fuori da Gaeta verso le campagne e le fattorie abbandonate.









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