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08 aprile, 2011

i racconti di una volta....dama Alessandra...3a parte



Dama Alessandra
Al mattino successivo si svegliò presto.
Aveva dormito a pezzetti.;  nella sua mente, il  passato prendeva forma con immagini in successione confusa.
L'unica certezza che la consolava, era di aver fatto la scelta  giusta.
Quando fu pronta scese al piano inferiore, fece colazione e  incontrò Alfred che la salutò
 - “Buongiorno signora!”
Le diede una mano per salire sulla carrozza e sollecitò un riposato Bertolo a riprendere il viaggio.
La dama riprese il percorso dei suoi pensieri.
Il collegio dove suo padre l’abbandonò era speciale..
Vi erano bambine di buona famiglia che si trovavano lì per vari motivi:
alcune  erano orfane  che, i tutori legalmente riconosciuti,avevano affidato alle suore per liberarsi di un peso ma non delle loro risorse economiche ;
altre erano state rinchiuse controvoglia perché diventassero suore evitando così che la dote per un eventuale matrimonio, depauperasse i beni della famiglia a vantaggio del figlio maschio.
Altre ancora si erano rifiutate di sposare il nobile e vecchio ricco possidente che il padre aveva scelto per loro.
In quel collegio si preparavano, secondo accordi presi all’insaputa delle giovani o suore di clausura, che, avrebbero a loro volta insegnato ad  altre giovani condannate al loro stesso destino  o istitutrici che, sarebbero rientrate nella ricca gerarchia sociale, come serve, per educare i loro rampolli.
Ad accogliere Alessandra con suo padre fu la madre superiora, donna severa, con viso inespressivo  e gli occhi sempre stretti impenetrabili.
La Superiora fece entrare, nel suo studio, prima suo padre poi
 fece accomodare Ale.
La ragazza già intimidita osservò, con l’animo  schiacciato, l’arredo della stanza: mobili massicci e scuri, ricche librerie, quadri di Santi ed alle finestre pesanti tende impedivano alla luce del giorno di penetrare.
Una perenne penombra illuminata da qualche lume.
Su indicazione della Superiora Ale si accomodò  sulla sedia di fronte alla  scrivania che incrociando le dita delle mani esordì.
 -“Allora signorina?,
tra poco vi farò accompagnare nella vostra camera che condividerete con un’altra compagna.
All’interno della porta troverete appesa  una pergamena  con il nostro regolamento, che dovrete imprimere bene nella mente.
Questo è un collegio speciale, al mattino ci si sveglia alle ore sette, un’ora per lavarsi e vestirsi poi a scuola.
Le materie che si studiano sono. Buon comportamento in qualsiasi situazione, a tavola, con  i nobili,quando e come intervenire o tacere, le parole della buona educazione, soprattutto l’umiltà con la quale ci si rivolge ai nobili.
Ci saranno lezioni di  scrittura con bella calligrafia, di lettura con grazia e garbo, lezioni di musica, imparerete a suonare la spinetta, poi assisterete a lezioni di storia, geografia aritmetica.
Insomma signorina, siete fortunata, perché quando uscirete da qui sarete affidata ad una nobile famiglia e sarete l’istitutrice dei figli.
Se vi comporterete bene , cosa della quale io sono convinta,anzi, calcò,
sono sicura che sarete ubbidiente!”
Breve pausa e continuò:
 - “Si pranza alle tredici, dopo un’ora di riposino si studia a voce bassa .
Alle diciannove il raccoglimento nella preghiera serale, seguito dalla cena e poi a letto.
Spero di non dover ricorrere a punizioni! E adesso benvenuta tra noi!.
Detto questo suonò il campanello, apparve una suora minuta, con un viso dolcissimo che tratteneva il sorriso che esplodeva nei suoi occhi.
Fece un inchino alla madre superiora
 - “Comandate Madre!”
 -“Suor Ermenegilda, accompagnate la signorina Alessandra  de Belle Ville nella sua stanza e dategli le istruzioni sulla sua sistemazione!”.
La  suorina facendo un lieve inchino rispose
Sarà fatto madre.
Poi rivolgendosi ad Alessandra con un lieve sorriso
 -“Seguitemi signorina!”.
Appena uscite dallo studio della Superiora, suor Ermenegilda prese la mano di Ale e con un sorriso ed uno sguardo materno le disse:
 -“Piccola, non aver paura, la Madre Superiora  è meno severa di quanto faccia credere, vedrai starai bene con noi…..e poi io sarò la tua istitutrice!”
 e così dicendo fece una capriola, sollevando le gonne in aria ricadde a terra in piedi, guardò una sbalordita e confusa Ale negli occhi e risero come due matte.
L’animo di Ale si rasserenò
Al  ricordo le venne voglia di rivedere la dolce e cara suorina.
Si sporse dal finestrino e chiese al cocchiere
 _” Alfred !!Siamo molto distanti da Pavia ?”
 - “No signora!”
 - “Allora potremo fare una capatina al convento delle suore della carità?
 -“Certo dama Alessandra, sono ai vostri ordini!”
Rispose il cocchiere, vedendo per la prima volta il viso della donna che sorrideva sereno.
Ella sentiva proprio la necessità di rivedere i luoghi e ricordare gli anni sereni  trascorsi nel collegio.

                                              









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