Il mio spazio libero dove la fantasia e la realtà s'incrociano mescolando colori , profumi, sensazioni, fuori dallo spazio e dal tempo.
La fantasia e il tempo viaggiano insieme mescolando i colori
BENVENUTI NEL MIO BLOG...il mio diario di viaggio tra fantasia e realtà.
Se passate lasciate un commento..mi farete cosa gradita
Mariantonietta
poemetto...Elionora d'Arborea con traduzione
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25 luglio, 2014
poesia su immagine...l'amore ...
L'amore
L'amore silente
annoda le parole
nella mente,
onde liberar
le note
che dal cuore
vibrano
in armonia di sensi,
di corpi uniti
in ritmi cercati,
di desii bramati,
di labbra
dal nettare inebriante.
Il lessico
dell'amore
è fatto di note
ritmi
mute parole.
23 luglio, 2014
Poesia...Le rose blu
Poesia...Le rose blu.
Dolce malinconia
di una sera d'estate
nel chiaror lunare.
Tracce di spiagge
di gioventù assolate.
Petali vellutati
di bianche rose
sulla casta pelle
sfiorata
da primizie d'amore.
Seppur,
sfumate nel tempo ,
riaffiorano,
in tremolio d'onda,
nei sensi avviluppati
nell'azzurro stellare.
Dove scintillano
non più bianche ma blu
di passione accese
in amplesso
tra cielo e mare.
14 luglio, 2014
Poesia...la rosa
Su immagine
la rosa
Che meraviglia!
non vi è cuore
che sappia resistere
al suo messaggio.
I suoi petali vellutati
di rosa dipinti,
come la pelle del viso di un neonato
che sugge
la vita dal seno
della sua mamma,
t'invita ad accarezzarla
piano,piano.
Regina tra i fiori
profuma d'amicizia
di gelosia, d'amore
di passione
per i colori e la sua grazia.
Incanto della natura
di questo dono
ti ringrazio "zio Pera"
la rosa
Che meraviglia!
non vi è cuore
che sappia resistere
al suo messaggio.
I suoi petali vellutati
di rosa dipinti,
come la pelle del viso di un neonato
che sugge
la vita dal seno
della sua mamma,
t'invita ad accarezzarla
piano,piano.
Regina tra i fiori
profuma d'amicizia
di gelosia, d'amore
di passione
per i colori e la sua grazia.
Incanto della natura
di questo dono
ti ringrazio "zio Pera"
10 luglio, 2014
PREGHIERA...la pietà
...... Signore se non hai di noi pietà
fallo per i bambini
il loro pianto disperato
come può non prenderti il cuore
loro non sanno cosa sia l'odio
ma neppure l'amore
bombe devastanti
urla e dolore
e della vita il lor sentore.
Liberaci dal male
dalla folle corsa
nel tunnel del buio
e sulla Tua luce
l'uomo ritrovi la sua libertà....
fallo per i bambini
il loro pianto disperato
come può non prenderti il cuore
loro non sanno cosa sia l'odio
ma neppure l'amore
bombe devastanti
urla e dolore
e della vita il lor sentore.
Liberaci dal male
dalla folle corsa
nel tunnel del buio
e sulla Tua luce
l'uomo ritrovi la sua libertà....
06 luglio, 2014
Poesia...l'incendiu...... in vernacolo con traduzione
L'incèndiu...su richiesta ho postato qui sotto la traduzione
.
Ruiu che pappàuru,lu soli,
i lu mari è tramuntatu.
In tristura, ill'unda si c'è frundiatu
cilchendi friscura pà bugaci
di la chisgina, li neuli,
in tulbamentu di molti,
pà dirrugghjòsa fiamma.
Malaiti!! ingjuranti, mischini mani
li macchj agresti incesi ani
di la piana , la costa e la muntagna
di la nostra amata
Sandalia, Tarra, mamma.
Urrùli di ita in murìa di focu
aldenti
a lu celu justizia dumandani,
cument'ultimu disizzu
“Babbu Mannu” invocani
chì all'ommu torria lu judiziu
e in mezu a la chisgina molta
nascia la ita ancora una olta.
TRADUZIONE DAL COGHINESE
TRADUZIONE DAL COGHINESE
Il sole rosso, infiammato come papavero
nel mare è tramontato.
Tristemente sull'onda si è fiondato
cercando frescura che gli togliesse di dosso
quelle nuvole di cenere, con sentore di morte
dei fuochi incendiari, che distruggono tutto.
Maledette, miserabili, ignoranti mani
hanno infuocato la macchia mediterranea,
dalla pianura, alla costa, alla montagna
della nostra Terra mamma, Sandalia.
Urla di vita, in moria tra le fiamme,
si elevano al cielo e chiedono a Dio
giustizia e come ultimo desiderio
che l'uomo metta giudizio
perchè in mezzo alla cenere morta
possa rinascere la vita, ancora una volta.
02 luglio, 2014
Poesia...e saremo ancora una famiglia...
poesia
….E saremo ancora una famiglia..
ciao Nicolino
….E saremo ancora una famiglia..
ciao Nicolino
Il sole caldo rinnovava l'invito,
era arrivata l'ora della partenza,
nelle valigie sentor di vacanza
ma, nemmeno tu avevi capito.
Sereno, hai delineato un sorriso.
Ammutoliti, confuso è lo sguardo,
di chi vorrebbe liberarti dal freddo
bagnando di lacrime salate il tuo viso,
Sei partito solingo e non in vacanza
il tuo grande cuore che tanto ha amato
è tra le braccia del Creator del
Creato
chè, avevi posto in Lui ogni Speranza.
Un segno del tuo amor attendono
spighe di grano che hai seminate,
or dalla furia dell'evento sospinte,
tra le stelle, la tua luce guida
cercano..
Mietta
27 giugno, 2014
Puisia in ottave...Sardo Coghinese con traduzione
Puisia...La linga salda. .........................Cuzinesu cun traduzioni.
La lingua Sarda...................Traduzione
Da la ciuintui, in pettu tinia
disiu ingrugnitu di rimpiantu
di no aè imparatu bè e a tempu
di lu faeddatu natiu la miludia.
Pisatu in bolu lu lamentu
arriatu è a lu cori di cà pudia.
E, ill'attugnu di lu mè andà,
di li palduti noti, imparu a cantà.
La me Tarra è lu pentagramma
li soni e li tempi diriggi la natura
faeta la sò linga ugnia criatura,
parauli pregni di ricchesa manna,
antica linga di sàia fattura
nata tra li sulchi di la sò mamma.
Da lu lauriatu a lu pastoreddu
dugnunu onora e vanta lu sò faeddu.
Cantu, li mè primmi ottavi in
cuzinesu,
agghiu cuminciatu, appena acc'annu,
attenta a lu mastru Rinu Cambiganu
pueta fini, lu cori di nubiltai accesu.
Mi paldonia, siddu chi, 'agghju datu
affannu
lu ringraziegghju pal chi pazinziosu.
E li pueti, chi poi agghju cunnotu
abbratzu, pà lu consideru e salutu,
Dalla giovinezza portavo nel seno
un desiderio, rannuvolato di rimpianto
per non aver appreso bene e a suo tempo
la melodia della mia lingua natia.
Dal mio cuore si è elevata una
richiesta
che è arrivata a chi mi poteva
aiutare.
Così che nell'Autunno della mia vita
imparo le parole perdute e le canto. (rime)
La mia Terra è il pentagramma
i suoni e i tempi li dirige la natura
parla la sua lingua ogni sua creatura.
Son parole cariche di ricchezza
espressiva
chè il Sardo è ricco di saggezza
costruita lavorando i solchi della sua
Mamma Terra.
Dal pastorello al laureato
ciascuno dà onore e vanto al suo Sardo parlato
,
Rimo le mie prime ottave, in Coghinese
premetto che ho cominciato a studiare
solo dall'inizio dell'anno,
molto attenta agli scritti di colui che
io considero “il mio maestro”...Rino Cambiganu
poeta raffinato, dal cuore nobile.
Mi perdoni il maestro, se il mio
chieder, gli ha creato stanchezza
lo ringrazio per la pazienza.
E a tutti i “poeti” che ho
conosciuto dopo il maestro
un abbraccio per la considerazione con
la quale mi onorano ed un saluto.
26 giugno, 2014
Poesia..Il vedovo..tradotta dal sardo
Traduzione...Il vedovo
l'originale la troverete nella pagina...POESIE IN GALLURESE.
l'originale la troverete nella pagina...POESIE IN GALLURESE.
I racconti degli anziani, che a voce hanno tramandato
sono le cose più belle che io abbia mai ascoltato.
Le serate in ogni stagione, mi piace immaginare,
quando, per chiacchierare si riuniva il vicinato
raccontando fatto vero, da fantasia arricchito,
ognuno ne aggiungeva un nuovo pezzetto
per incantare i bambini in ascolto.
Gli anziani che conoscono il presente ma anche il passato
recitavano in poesia rendendo accattivante il racconto.
Una sera, zio Giulio, mi ha raccontato una spassosa storia
perdonatemi se a ripeterlo ci provo in poesia.
C'era un vedovo che a risposarsi intenzionato
osservava le donne vedove e zitelle
ma nessuna reggeva al confronto con il tesoro prezioso perduto.
Le donne ne parlavano, mentre, lavavano i panni alla vasca:
“ il signore è incontentabile!! ma vedrete che resterà solo
perchè se, adesso, non siamo della moglie all'altezza
noi mai più lo prenderemo, rimarrà con la sua boria e la ricchezza!”
Ma, il destino non segue umani piani
improvvisamente si portò via il compare, l'indomani.
Rimasta vedova la comare, ricca di beltà e terreni,
il nostro vedovo aspettò tre mesi per il lutto, prima di farsi avanti.
Rientrato dal barbiere, indossato l'abito della festa,
per dare una bella impressione
aspettò il pomeriggio pensando parole adatte alla dichiarazione,
poi si mosse e bussò al portone.
Fatto accomodare nella sala, si pentì del suo ardire
perchè la donna con lo sguardo puntato sul compare e zittendo
dava l'impressione di aver capito e che stesse,
qualcosa di spiacevole, meditando.
Visto che la comare aspettava con le mani poggiate sul tavolo, con indifferenza
l'uomo fattosi coraggio, parlò con voce seria , come da circostanza:
- Se non vi offendete comare, voglio porvi una domanda,
voi che capite e siete pietosa con chi arriva e con chi parte
voi che del mondo conoscete ciò che sta in alto ma anche di sotto
non vi offendete per quello che devo dire, seppur mio compare sia morto. -
- Dite quello che dovete dire e qual'è l'intenzione che vi ha portato
raccontate quello che nella mente vi passa ,perchè a me non mi dà, né mi toglie grado.-
- Quello che vi dovrei dire, se siete gentile ad ascoltarmi
è che se vi aggrada, se avete voglia di maritarvi, vi chiedo di sposarmi
poiché mia moglie è morta vorrei accanto a me una compagna, un'altra volta.-
- Perchè lo devo negare! Se si presenta un partito me lo prendo
però non posso far promesse a questo e a quello,
se non mi conviene meglio rimango sola nel mio letto
- Con queste parole mi dite che non sono un buon partito,
se vi foste ben informata, sicuramente, vi sarei gradito
e a parer mio, sono io migliore di voi come partito.-
- Sarà come sarà, se siete migliore voi non mi dispiace,
ma non potete nascondere che non siete un uomo di pace,
più che un bonaccione, siete un linguacciuto, geloso e fanfarone!
- Che donna cattiva che siete, superba e boriosa!
allora non lo sapete che, mia moglie morta, era una rosa
e le volevo bene più di quanto lei ne volesse a me-
25 giugno, 2014
Attimo...OMAR SIVORI...quando il calcio era educazione
Tra i tanti campioni del tempo ho scelto lui...perchè i miei diari, dalle medie alle superiori erano zeppe di sue foto, ai tempi c'insifattuava della correttezza, dell'impegno, della personalità schiva di compromessi...
IL PIÙ FORTE
E
non c'erano regole da rispettare né finzioni da
tutelare,
spiattellava crudele che quello non lo voleva
vedere
e la Juve ne faceva a meno. Bisognava che
capissero
che era il più forte, anche Boniperti anche
Charles,
bisognava che gli facessero una statua in
Piazza
San Carlo. Il
Divo Sivori si concedeva tutto.
Finita
la partita andava dove voleva lui. Si allenava
quando
voleva lui, mangiava quel che voleva lui, finiva
di
giocare a carte quando voleva lui, «Non
lo vedi che
ho
da fare?»,
diceva al povero
cronista venuto
per
un'intervista.
Le
interviste le concedeva quando si era alzato bene, e
quando
i monarchi si alzano bene al mattino? Tre
scudetti,
tre Coppe Italia ('59,'60, e'65), 215 partite e
135
gol, nove volte azzurro d'Italia: così il ruolino di
Omar
Enrique, indomabile asso della Juventus. La
sua
specialità
era il tunnel ma anche il gol sardonico. Il
gol
prendingiro, il gol menefreghista, il gol cinico. Più
di
una volta, scartati il terzino e il trafelato portiere,
aspettava
che rinvenissero prima di appioppare al
pallone
il colpetto decisivo. I suoi tocchi al volo, le sue
mezze
rovesciate, le sue carognesche finte non sono
state
più dimenticate da chi l'ha conosciuto. Faceva il
fallo
per primo sul terzino, lo intimoriva lui il killer di
turno. A
stinchi nudi,
guardandolo coi suoi occhi pieni
di
sconfinata protervia, dove abitava il suo vero
coraggio,
coraggio della disperazione, coraggio della
E POI ARRIVÒ
SIVORI...
Attimi....un buon giorno amaro
Stamattina mancava un quarto alle cinque quando mi sono svegliata.
Ho cercato di trattenere MORFEO con tutte le mie forze.
Inutile. Se n'è andato.
Mi son trovata così, seduta sul letto, con le braccia incrociate attorno alle gambe.
Ogni mattina, chi mi segue sa che, devo richiamare l'altra parte di me, quella attenta e vigile, perchè ritorni al suo posto affinchè il mio IO si completi nella pienezza del suo essere.
Stamattina non è stato così,
Le due parti di me rifiutavano di riconnettersi, quasi, questa azione facesse paura.
"paura, paura, paura!"...ripeteva la mente riflettendo su sfocate immagini.
La coscienza spostò il velo pietoso dell'incoscienza mostrando ciò che mi aveva provocato il malessere notturno che aveva cacciato Morfeo.
La squadra di calcio , dopo tre partite che neanche le squadrette di calcio dell'oratorio avrebbero giocato peggio, rientra in Italia...eliminata dai mondiali.
Mi chiedo: "perchè ti fa male questa notizia?
"c'è di peggio in Italia"
E' vero. Dopo un attimo trovo la radice del dolore...la squadra dei mondiali, lo staff, pagati a botte di miliardi hanno dato, a tutto il mondo, la vera immagine della situazione italiana:
Ladri legalmente riconosciuti, gestiscono, a vantaggio di interessi personali, miliardi di tasse pagate dalla grande massa di italiani messi in ginocchio da una classe politica ed un'economia che taglia loro il diritto alla sopravvivenza e persino ad un sorriso. Praticamente se ne strafottono di noi...
Riuscì a far di meglio anche Re Franceschiello . Quando il popolo napoletano stava per rivoltarsi schiacciato dalle tasse e dalla miseria, seppe riconquistarne l'affetto offrendo loro un'abbondante spaghettata in piazza, con balli, canti e fuochi d'artificio. E' vero ...era una presa per i fondelli
E' vero ...era una presa per i fondelli simile agli 80 euro, simile perchè non hanno toccato mano che erano già ritornati al mittente...effetto boomerang
Notti magiche inseguendo un goal( NOI) ,
inseguendo i miliardi ( loro i mutandati azzurri) ...
sotto il cielo che piange su un'Italia inginocchiata,
ma negli occhi di tutti voglia di vincere almeno un'emozione...
Ho cercato di trattenere MORFEO con tutte le mie forze.
Inutile. Se n'è andato.
Mi son trovata così, seduta sul letto, con le braccia incrociate attorno alle gambe.
Ogni mattina, chi mi segue sa che, devo richiamare l'altra parte di me, quella attenta e vigile, perchè ritorni al suo posto affinchè il mio IO si completi nella pienezza del suo essere.
Stamattina non è stato così,
Le due parti di me rifiutavano di riconnettersi, quasi, questa azione facesse paura.
"paura, paura, paura!"...ripeteva la mente riflettendo su sfocate immagini.
La coscienza spostò il velo pietoso dell'incoscienza mostrando ciò che mi aveva provocato il malessere notturno che aveva cacciato Morfeo.
La squadra di calcio , dopo tre partite che neanche le squadrette di calcio dell'oratorio avrebbero giocato peggio, rientra in Italia...eliminata dai mondiali.
Mi chiedo: "perchè ti fa male questa notizia?
"c'è di peggio in Italia"
E' vero. Dopo un attimo trovo la radice del dolore...la squadra dei mondiali, lo staff, pagati a botte di miliardi hanno dato, a tutto il mondo, la vera immagine della situazione italiana:
Ladri legalmente riconosciuti, gestiscono, a vantaggio di interessi personali, miliardi di tasse pagate dalla grande massa di italiani messi in ginocchio da una classe politica ed un'economia che taglia loro il diritto alla sopravvivenza e persino ad un sorriso. Praticamente se ne strafottono di noi...
Riuscì a far di meglio anche Re Franceschiello . Quando il popolo napoletano stava per rivoltarsi schiacciato dalle tasse e dalla miseria, seppe riconquistarne l'affetto offrendo loro un'abbondante spaghettata in piazza, con balli, canti e fuochi d'artificio. E' vero ...era una presa per i fondelli
E' vero ...era una presa per i fondelli simile agli 80 euro, simile perchè non hanno toccato mano che erano già ritornati al mittente...effetto boomerang
Notti magiche inseguendo un goal( NOI) ,
inseguendo i miliardi ( loro i mutandati azzurri) ...
sotto il cielo che piange su un'Italia inginocchiata,
ma negli occhi di tutti voglia di vincere almeno un'emozione...
18 giugno, 2014
poesia Chiesette di Balai...in turritano ( portotorrese) con traduzione
Gesgiareddi di Barai ( Turritanu)
Sobbr'a una rocca
chi s'azza da lu mari
quattru muri di peddra,
una di bianca facciadda,
e in althu una grozi,
cussì li furistheri
cumprendini
chi sei una gesgiaredda.
Gesgiaredda
di li tre Coipi e Santi
di Barai.
D'ammacchiosu incantu
l'occi e li cori pieni
candu, imprubbisamenti,
appari dall'ondi.
Li fundamenti toi
cuàni grutti
custhodi,tisthimoni
di viriddai e conti tramandaddi.
Sei nadda innant'a
una Prisgioni
infusa di sangu
di Màsthiri Santi,
tusthuraddi e ischabbizzaddi
pà non avè abiuràddu
la Fedi i lu Deu Cristhianu.
Protu, preddi anzianu,
pridigava luVangelu
cun Zuniari diacunu
in Turris a Mont'Angellu,
pà cunvisthì agnoni
a lu pàschuru di Nosthru Signori.
Assusthaddu, pà la criscenti devozioni
a la nova Rerigioni,
l'imperadori Deuclezianu
bandiò pissighimentu
a cà cunvisthuddu a lu Deu
Cristhianu.
Pà osdhini di lu Presidi Baibbaru
i li grutti di Barai imprisgiunaddi ,
non soru d'abiurà,
ma in Fedi di santiddai,
aisittavani d'esse ischabbizzaddi.
L'amori pà Deu, in luzi di siriniddai,
diffundiani Protu e Zuniari,
Bainzu, lu susdhaddu guasdhianu
s'inginucciò a chiss'amori Cristhianu
e non più paganu, libarò li
prisgiuneri.
La nutizia chi era cundannaddu
a l'ischabbizzamentu
l'ippaglì lu ventu.
Protu e Zuniari presi da tuimmentu
furriaddi soni in un mamentu
a paddì la pena cù lu susdhaddu
a lu Cristhianesimu cunvisthuddu
Li tre cabbi, caggiuddi in mari,
piaddosa unda l'ha trasginaddi
arinendili pogu più luntani.
Tràmandani l'antighi conti,
cari a li Turritani,
chi innant'a la prisgioni
di Gavinu, Protu e Zuniari
fu frabbiggadda la geshiaredda di Barai
e, un di l'onda l'ha puggiaddi,
cun diricadda manu,
la pieddai di la poburu
ha priparaddu la gesgiaredda
di Barai luntanu.
Traduzione Chiesette di Balai
Sopra una roccia
che si erge dal mare
quattro muri di pietra,
una è la bianca facciata,
con sopra una croce
indica a chi t'ignora
che sei una chiesetta.
Chiesetta dei “tre Corpi dei Santi”
di Balai.
Di fascinoso incanto
colmi lo sguardo e i cuori
quando, all'improvviso,
dalle onde appari.
Il tuo basamento
nasconde delle grotte
testimoni e custodi
di racconti e verità tramandate.
Sei sorta sopra
una prigione
da sangue irrorata
dei Santi Martiri,
torturati e decapitati,
per non aver abiurato
di Dio, la Fede Cristiana.
Proto, sacerdote anziano,
predicava il Vangelo,
insieme al diacono Gianuario,
nella città di Turris
sul monte Angellum,
per convertire agnelli
ai pascoli erbosi del Signore.
Preoccupato
per la crescente devozione
verso la Nuova Religione,
l'Imperatore Diocleziano
editò un bando di persecuzione
per chi convertito al Cristianesimo.
Per ordine del suo rappresentante
di nome “Barbaro”,
furono arrestati e nelle grotte di
Balai
imprigionati.
Essi non solo di abiurare
ma, in Fede di Santità, attendevano
d'esser decapitati.
L'Amore per Dio ,
come raggio di serenità
si effondeva da Proto e Gianuario.
Gavino, il soldato guardiano
s'inginocchiò a quel lume d'Amor
Cristiano,
e abiurando gli Dei pagani
liberò i prigionieri.
La notizia della sua condanna
alla decapitazione,
in un momento,
la diffuse il vento.
Proto e Gianuario colti da tormento
ritornarono sui loro passi
per condividere la pena con il soldato
che al Cristianesimo avevano
convertito.
Le tre teste caddero nel mare,
un'onda pietosa le trascinò
verso un arenile poco più lontano
Secondo detti tramandati dagli
anziani,
e tanto amati dai Turritani,
dicono che sopra la prigione
di Gavino, Proto e Gianuario
fu eretta la chiesetta di Balai
e, dove l'onda ha arenato le teste
con delicata mano,
la pietà della popolazione
ha eretto la chiesetta di Balai lontano.13 giugno, 2014
Poesia...Riu Mannu Portotorrese ( turritano) con traduzione
Riu Mannu
Andava
l'isciumma bianca
cumenti
baschi a vera,
in dugna isthasgioni,
da manzaniri a sera.
Accarizzàva
l'ipponda di lu Riu Mannu
da Funtana Veccìa
finz'a Ponti Romanu.
Banziggàvani
li veri,
chena affannu,
i la frascha,
in mezzu a li canni,
undi
addunadi
pariani nuareddi.
Cu l'isciumma,
sugnavani,
giughendi li pitzinni,
intantu
chi li mammi,
ammogliu
finz'a chintu,
lavavani la robba,
cu lu sori e cu lu freddu,
chena lamentu.
All'asthra ipponda
li pischadori,
a lenza a manu
pigliavani lu pèsciu,
chi brincava
ill'eva profumadda
da li macci
di la.chessa
Famiri di pizoni d'eva
nadavani in fira.
La ciarra di la natura
si cunfundia
cu l'abburottu di la ferruvia,
a lu passaggiu
di la littorina.
Non è un sognu
ma,caddena d'armunia.
Cambiaddi so li tempi,
la luna tristha
mali s'ipeccia i lu Riu,
non v'è più la sciumma bianca,
la biddezza di la natura
è ipparidda
sottu a la più civirizzadda
discharrigga
intarradda.
Rio Grande---PORTOTORRES
Si muoveva
la schiuma bianca
come barche a vela,
in ogni stagione,
dal sorgere del sole
fino alla sera.
Accarezzava la sponda
del Rio Grande
da Fontana vecchia
fino a ponte Romano.
Dondolavano le vele
senza affanno,
tra l'erba
e le canne,
dove radunatesi
sembravano nuvole.
I bambini,
giocando con la schiuma
sognavano,
mentre le mamme,
a bagno nel fiume
fino alla vita,
lavavano i panni.,
sia con il sole
che con il freddo
non emettevano
alcun lamento.
Sulla sponda opposta
i pescatori,
con la lenza in mano,
pescavano i pesci
che saltellavano
nell'acqua profumata
dalle piante della macchia
mediterranea.
Famiglie di uccelli acquatici
nuotavano in fila, e
tutti i rumori della natura
si confondevano
con quelli della ferrovia
quando passava il trenino.
Non è un sogno
quella era una catena di
vitale armonia.
I tempi sono mutati,
triste la luna
non si riconosce più
nello specchio del fiume,
non c'è più la bianca schiuma.
È sparita la beltà del fiume
sotto la coltre di
una civilizzata
discarica sotterrata.10 giugno, 2014
Poesia...Orme
Poesia
Orme
Orme claudicanti
sulla battigia
di primo mattino,
cancellano
le notturne tracce
dei gabbiani.
Sospiro di vento
va nell'aere
spargendo note
di risate e gridolini.
Festeggiano
al mare,
la fine della scuola,
gioiosi bambini.
L'onda
lacrime mute,
di quel claudicare
accoglie,
al mare le affida,
perchè dall'ansia
sian liberate.
09 giugno, 2014
07 giugno, 2014
Attimi...ci vuole solo pazienza ...
salve
Ogni giorno la vita mi sorprende con qualche imprevisto.
"menomale!" altrimenti che noia sarebbe!!!.."
Questa volta mi ha messa di fronte a un avvenimento veramente inaspettato.
Lo scorso anno, a Marzo, la casa Editrice "il ciliegio" pubblicò un mio racconto scritto da un'idea del poeta sardo Franco Masia... "WAI,WAI"
Il titolo non è un nome ma un suono onomatopeico.
Infatti è il rumore di un trenino che ha il magico potere di viaggiare oltre la sfera temporale.
Usai la magia di una fiaba per trattare argomenti di cruda realtà: i bambini di strada, sfruttamento minorile, la guerra, la droga...desideravo che un adulto guidasse i bambini verso il vero valore della vita - una mano tesa, un gesto di amore scambievole...io esisto ma anche l'altro.
Io comprai 100 libri per regalarli ad alunni, colleghi ecc.
Avevo ed ho continuato a scrivere una decina di racconti lunghi e tantissimi brevi.
Non ho pubblicato più niente perchè sono convinta che se quel che scrivo piace, allora ho il dono di comunicare scrivendo...i doni non si vendono ,si donano...da allora scrivo in PdF e li regalo a chi me ne fa richiesta.
Ritorniamo alla sorpresa:
La settimana scorsa mi chiama la Preside dell'Istituto Comprensivo di Tempio Pausania.
La dott. Pina Luciano mi informa che " WAI,WAI" è stato letto ed analizzato in un progetto didattico ...LA BIBLIOTECA, IL LIBRO , L'AUTORE..
in breve mi chiede la disponibilità ad essere intervistata dagli alunni partecipi del progetto.
Sono un pò titubante per problemi di salute, alla fine Aderisco.
Dopo qualche anno di pensionamento ritorno a Scuola..
Già all'ingresso chiudo gli occhi per riempirmi dei suoi odori...così familiari..assopiti, non dimenticati. Per un attimo si appropriano dei miei sensi e...l'emozione chiede di poter sgorgare.
Mi sento una scolaretta al suo primo giorno di scuola...per fortuna
ritrovo nella Dirigente e nelle maestre quella meravigliosa disponibilità tipica dell'ambiente Scuola Primaria.
Nell'aula magna arrivano gli alunni, dopo la presentazione si dà inizio alla lettura dei brani scelti , le cui tematiche sono state trattate durante il percorso progettuale.
Dalle voci dei ragazzi delle due quinte, oltre l'emozione, colgo la forza emotiva che trasmette il leggere, la partecipazione attiva agli avvenimenti.
Ogni giorno la vita mi sorprende con qualche imprevisto.
"menomale!" altrimenti che noia sarebbe!!!.."
Questa volta mi ha messa di fronte a un avvenimento veramente inaspettato.
Lo scorso anno, a Marzo, la casa Editrice "il ciliegio" pubblicò un mio racconto scritto da un'idea del poeta sardo Franco Masia... "WAI,WAI"
Il titolo non è un nome ma un suono onomatopeico.
Infatti è il rumore di un trenino che ha il magico potere di viaggiare oltre la sfera temporale.
Usai la magia di una fiaba per trattare argomenti di cruda realtà: i bambini di strada, sfruttamento minorile, la guerra, la droga...desideravo che un adulto guidasse i bambini verso il vero valore della vita - una mano tesa, un gesto di amore scambievole...io esisto ma anche l'altro.
Io comprai 100 libri per regalarli ad alunni, colleghi ecc.
Avevo ed ho continuato a scrivere una decina di racconti lunghi e tantissimi brevi.
Non ho pubblicato più niente perchè sono convinta che se quel che scrivo piace, allora ho il dono di comunicare scrivendo...i doni non si vendono ,si donano...da allora scrivo in PdF e li regalo a chi me ne fa richiesta.
Ritorniamo alla sorpresa:
La settimana scorsa mi chiama la Preside dell'Istituto Comprensivo di Tempio Pausania.
La dott. Pina Luciano mi informa che " WAI,WAI" è stato letto ed analizzato in un progetto didattico ...LA BIBLIOTECA, IL LIBRO , L'AUTORE..
in breve mi chiede la disponibilità ad essere intervistata dagli alunni partecipi del progetto.
Sono un pò titubante per problemi di salute, alla fine Aderisco.
Dopo qualche anno di pensionamento ritorno a Scuola..
Già all'ingresso chiudo gli occhi per riempirmi dei suoi odori...così familiari..assopiti, non dimenticati. Per un attimo si appropriano dei miei sensi e...l'emozione chiede di poter sgorgare.
Mi sento una scolaretta al suo primo giorno di scuola...per fortuna
ritrovo nella Dirigente e nelle maestre quella meravigliosa disponibilità tipica dell'ambiente Scuola Primaria.
Nell'aula magna arrivano gli alunni, dopo la presentazione si dà inizio alla lettura dei brani scelti , le cui tematiche sono state trattate durante il percorso progettuale.
Dalle voci dei ragazzi delle due quinte, oltre l'emozione, colgo la forza emotiva che trasmette il leggere, la partecipazione attiva agli avvenimenti.
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