04 luglio, 2013

poesia...La scala



Porta i segni
della nostra storia.
Il tempo l'ha segnata
d'ogni passo che l'ha solcata.
Quella dei miei bambini
saltellanti nel giocare
o a cavalcioni
della ringhiera,
mai quieti da mane a sera.
Quei piedini
son cresciuti,
vanno sulla loro strada
d'adulti.
Quando possono
ritornano
sulla strada di casa,
ritrovan la scala
in attesa.
Mai la sua cura
fu trascurata,
di fiori sorridente
saluta i passanti
e intanto attende
che i ragazzi
in ritrovata via
" ecco! ti riconosco
dell'infanzia
casetta mia!"
esclamino
in rispettosa devozione
Poggiato
sul gradino il primo passo
con determinazione
nel cuor rinasce
atavica emozione
che
i passi invita
a salir di fretta
gli amori natali
son sù che aspettan.

                                   

28 giugno, 2013

ATTIMI FUGGENTI...stasera

Stasera voglio stare sola con me. Alla televisione trasmettono la partita Italia – Spagna. Esco sulla terrazza. Anche le altre case sono sintonizzate sulla partita. Una, cento, tante voci sono la voce del cronista. Dalle finestre aperte, come echi, si ripetono. Volgo lo sguardo, assetato di bello, verso la foce del Coghinas. Il fiume amoreggia con il mare. Giocano a rincorrersi, coccole di risacche in ripetuti ,mai eguali, amplessi. Per essi il tempo si è fermato in un eterno amore adolescenziale Nel frattempo, il sole ammanta il cielo di rosso per salutare il giorno che tramonta. Il mare ne riflette uno spicchio : una striscia di fuoco che si estende fino la battigia per perdersi nella pineta. Timidamente si solleva la luna. Il suo sguardo lucente, candido come giglio , incontra quello del sole. Da sempre innamorati, segnati da opposti percorsi, fra loro solo un breve saluto E' l'ora in cui il mare e il fiume, placati i sensi, riposano teneramente abbracciati. Con quell'abbraccio bramano avvicinare la striscia rossa solare con quella argentea lunare. Da sempre, complici di un breve incontro di un amore mai consumato. Poi,il sole e la luna, come nascosti amanti, prendono ciascuno la propria strada. Come ragno che tesse, vedo arrivare la bruma sera. La luna invoca il Creatore : “ ti prego ,aiutami ad illuminare dell'uomo, alla sera, le ore. Appaiono manciate di stelle , ognuna ha un suo raggio di luce. Miriadi di raggi bucano il mantello nero della sera. La luna sorridendo bonariamente, cerca con lo sguardo coppie d'innamorati. Ruffiana, da sempre ha fatto nascere amori, ispirato poeti, pittori, cantori. Perplessa osserva le strade, le case...sono tutte illuminate, quasi ci fosse un firmamento terreno...” “ non mi guardano più, non si accorgono della mia bellezza, mi hanno sostituita con idoli effimeri...” riflette la luna, “ma dove sono finiti gl'innamorati che cercavano la mia luce per scambiarsi baci in angoli isolati ?” si chiede aggrottando la fronte “ma dove...” Un urlo arriva da tutte le case...”area di rigore!” Ritorno con i piedi per terra. Rientro dentro: “ gl'innamorati sognano ancora sotto i raggi della luna? Ma soprattutto sanno aspettare che la luna , ispiratrice di romantici pensieri, attimi d'amore da conservare nei meandri del cuore, sorga ??” L'Italia ha perso la partita. “fosse quello il male peggiore degli italiani!...abbiamo perso...abbiamo perso....abbiamo perduto i valori!” buona notte

27 giugno, 2013

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24 giugno, 2013

racconto...i venditori

Li vindioli

Quando non c'erano i market ma prima ancora quando non c'erano neanche i negozietti “emporio” dove si vendeva di tutto e di più, nei piccoli paesi avveniva lo scambio di merce al “baratto”.
Dalle città arrivavano “li vindioli”, i venditori.
Gli anziani raccontano anedotti spassosi su questi commercianti ambulanti che tutti attendevano per interrompere la quotidianità spendendo qualche soldino in cambio ,soprattutto,di notizie dalla città e pettegolezzi dagli stazzi attorno.
Tziu Paurinu Truddioni ( zio Paolino scorreggione) così chiamato perchè annunciava il suo arrivo con due trombe: una di ottone l'altra naturale.
Era un buffo vecchietto. A detta di tutti lo avevano conosciuto sempre così: capelli e barba bianchi-giallognoli, la fronte solcata di rughe, il sigaro in bocca con la parte accesa verso l'interno
-Perchè tziu Truddiò fumate il sigaro alla rovescia?- gli chiedevano già conoscendo la risposta
- pa alimintà lu mutori e cunsummì pocu carburanti- (per alimentare il motore ,alludeva all'aria petale- e consumare meno il sigaro) e tutti ridevano.
Tziu Paurinu aveva un carro di legno rinchiodato e risistemato alla male e peggio , trainato da una coppia di buoi vecchi e bavosi, quasi fossero parenti stretti con il padrone. Sul carro vi erano sistemate o botti o damigiane perchè vendeva o “vino d'annata buona” o “ ozu in manu” olio di oliva garantito.
Si era a fine Novembre. Il tempo era grigio. Quella mattina in paese arrivarono due “vindioli”:
tziu Paulinu Truddioni e tziu Arrò lu maccu ( zio Arrò lo scemo) , così detto perchè per superare

NERO SU BIANCO ...... appunti di viaggio di Maria Antonietta Sechi: poesie in gallurese con traduzione

NERO SU BIANCO ...... appunti di viaggio di Maria Antonietta Sechi: poesie in gallurese con traduzione

NERO SU BIANCO ...... appunti di viaggio di Maria Antonietta Sechi: Aforismi

NERO SU BIANCO ...... appunti di viaggio di Maria Antonietta Sechi: Aforismi

15 giugno, 2013

ATTIMI FUGGENTI : buongiorno



stamattina mi son svegliata al cinguettio degli uccellini. Erano gli unici "suoni" che provenivano dall'esterno. - Se tutto tace, è sicuramente presto.-ho pensato Eppure, raggi di sole facevano capolino dalle fessure delle tapparelle. Lentamente, per non svegliare , quella consolidata parte di me che mi dorme accanto, mi son seduta sul letto, abbracciata alle ginocchia purificavo la mente con quei richiami della natura. Non ho resistito. Scesa dal letto a piedi nudi, ho raggiunto la zona giorno. Il solito ordine "casual" , ogni cosa, seppur al suo posto, ha il tocco delle nostre personalità....il porto , la banchina , la sicurezza per l'attracco delle barchette che rientrano dalla pesca. Ho aperto il finestrone. Una "folata" di rondinini ha frullato per l'aria andandosi a poggiare sui rami dell'agrumeto che semicirconda la casa. I vialetti del giardino, quasi nascosti da gerani rampicanti rosa,mentre, dal muretto di confine, penzolano quelli rossi. Sorrido. E' una mia peculiarità sistemare piante da fiore per macchie di colore. Sento arrivare il "rombo" del motore di un camion... -svegliati bella mia, oggi è un altro giorno...

                                


13 giugno, 2013

poesia preghiera...nostra Signora De La Salette




Nostra Signora de La Salette!!
Dinanzi a Te ,
con occhio lucente
in rinnovato splendore di beltà,
il pensier,
dai meandri della mente,
richiama l'avo Sebastiano Tola
di nobiltà spagnola,
che affidò alla Tua bontà
l'intercessione
per la sua
miracolosa guarigione.
Per devota gratitudine
la Tua effigie portò con sé
e ,di generazione in generazione,
accrescendo nel sassarese
la devozione,
un Ignazio o un Sebastiano
al Tuo Amore affidò
la protezione
di ogni individuo della famiglia,
chiedendo perdono
per colpe di umana fanghiglia.



Sotto il Tuo mantello
celestial protettiva ala,
tra Melania e Massimino,
s'inchinavan “ oh Nosthra Signora!!”
dal più grande al più piccino;
non Ti han mai lasciata sola
generazioni di Tola.



Di Ignazio gli eredi
al popolo ti han donato
per adorarti ,mamma d'amore,
in degno rifugio
nella Basilica del Sacro Cuore.



Nosthra Signora de La Salette!!
Sia Tu glorificata
in Terra come in cielo,
il Tuo nome sia fonte d'ispirata
venerazione di Tua Preziosità
dell'Onnipotente Onore:
Madre, Figlia, sorella, sposa
dell'Uno e Trino complemento d'Amore.



Nosthra Signora de La Salette!
Asciuga le lacrime
di chi oppresso dall'afflizione
in tristezza e desolazione
a Te si affida
Madre di consolazione.



Nosthra Signora de La Salette!!!
Riconciliatrice dei peccatori
parla alle umane menti e ai cuori
chè, in perduta Fede nel Tuo figliolo,
in superba presunzione del proprio IO,
distruggono la Terra e i frutti di Dio.
Allontana distruzione e guerra
mostra la Tua potenza Materna,
fa sì ,che come spighe di grano,
elevate al raggio del sole
prendendoci per mano,
formiamo per Te una corona dorata
e alla fine come farina amalgamata
possiamo lievitar d'Amore
per esser pane profumato
sull'altare del Signore.




mariantonietta sechi figlia di Rina Tola, nipote di Ignazio Tola....





11 giugno, 2013

Poesia...Il labirinto


Nella penombra
del viale,
sbiadito
sguardo
vaneggia
nel labirinto
del tempo
mai vissuto.
Ombre
di sogni,
in deliranti
suoni di note,
graffiano
sbarre
forgiate
in magnete
d'invisibile plagio.
Cadenzate
lacrime
irrorano
di sale
quell'immoto
andare.

                                     

30 maggio, 2013

riflessioni alla sera

Non ho orario per starmi di fronte e parlarmi, Parlo a quella parte di me , anzi scrivo quel che una parte del mio IO coglie nel suo incerto vagabondare tra il fruscio delle fronde nella foresta dei pensieri., del mio esistere, dello stare di fronte all'altro,delle esperienze che certezze mi danno per un attimo ma poi tutto diventa incertezza, fragilità, talmente fragile che il miagolio di un gatto non è mai lo stesso miagolio, non lo vivo mai allo stesso modo. Tutto è un teorema ove ogni ipotesi diventa una possibile certezza. Il tramonto, l'alba, quali scenari migliori 'per star di fronte allo specchio dell'altra mia metà? ,il raziocinio, la fede, la fantasia... ritrovo il senso delle mie sfaccettature ,le vivo per la prima volta ...e ne colgo una nuova essenza che devo fermare, fissare con parole spontanee, libere da misere imbragature di ragion terrena. Lì trovo la pace interiore, che dono all'altra parte di me che la fermerà un attimo ma poi ricadrà nell'incertezza ....e dono, a chi mi vuol ascoltare, la mia fragilità dell'essere , privo di presunzione di dominio certezze infallibili..,ma.. libero di sognare, di colorare la realtà, di piangere, ridere.,essere adulta o bambina e..amare...amare ascoltandomi, ascoltando le voci del silenzio di chi non sa urlare...scrivo perchè ...sono fata di fanghiglia umana...ho bisogno di Dio, di te, di te, di lui, di lei.......mariantonietta

23 maggio, 2013

Racconto...Stanis...





STANIS

Una bizzarra, capricciosa Primavera tardava a svegliarsi dal letargo.
Giorni freddi, dove nuvole dispettose coprivano il sole mantenendogli quel colore pallido e ammalato dell'inverno.
Aprile era giunto al termine del suo giro, quando , la Primavera si decise a far capolino.
Il sole aprì, con prepotenza, un varco tra le nuvole e liberò i suoi raggi vitali.
Stanis si svegliò al tocco carezzevole di quei raggi.
Seduta sul letto osservava, con infantile sguardo, il cielo. La Primavera da sempre , la riempiva di una malinconica gioia
Decise di scendere in giardino per godersi il calduccio del sole e cogliere le sensazioni emotive che la Primavera sapeva risvegliare in lei.
Seduta sulla sedia a dondolo di vimini, il gomito poggiato sul bracciolo, lentamente si dondolava abbandonandosi alle coccole del tiepido sole.
Stanis non era più una ragazzina, aveva superata la curva della linea parabolica della sua vita.
Adorava quei momenti di cercata solitudine. Rilassata la mente , chiusi gli occhi al reale, lasciava vagare liberamente i suoi pensieri
La serenità invase l'animo e i ricordi della sua Primavera emersero dai reconditi nascondigli, dove la donna li aveva sepolti.
Giosuè. Il suo primo amore.

12 maggio, 2013

poesia per La festa della mamma........alle mamme

mamme si nasce...non basta la gestazione ed il parto per esser mamma...non esisterebbero madri refrattarie verso il loro bimbo e poi, chi non ha figli perchè affronta cartacce e sacrifici per adottare un figlio? per non parlare di chi è madre di chi ha bisogno di una carezza materna..MAMMA si è nel cuore, è un dono Divino è puro amore...mariantonietta.

alle mamme

Auguri a tutte quelle donne
che nel cuore ,rigonfio d'amore
portano con orgoglio
il compito materno

08 maggio, 2013

poesia...Il faro

Il faro

Arroccata anima
sugli scogli dell'etica,
da nobili origini
plasmata.
Lume di arcaica
elevata
volontà,
fiduciosi raggi tende,
in virtù d'ingenua bontà,
anche,
sù colore che,
di superbia
vestiti,
d'ignoranza,
presunzioni e vanti
pregni,
perigliando
tra i marosi,
perdon la maschera
della finta personalità,
mostrando
la propria avidità,
di protagonismo
mania,
irreale esistenza
di bugiarda fantasia
Lacrime
salate di pietà
versa ,
il faro,
sull'umana falsità.