26 settembre, 2012

poesia....tenero amante


Abbandonata
all'amor
in delicato gioco
aveva sorriso del
tenero
mai
violento
di lui tocco,
sempre allegro
e scherzoso,
nell'età
verde,
degli amori
dei frutti
dei fiori.
Avevano vissuto
brevi
soleggiate stagioni.
Per lei
tempo è arrivato
di indossare
il vestito ,
di passionali colori,
arricchito.
Così
la foglia,
legata al ramo
da un debole filo,
nell'autunno
della sua vita,
attende
che ,
il vento,
dolce amante
dei giorni suoi,
la prenda
e
in danza volteggiante
la riconduca
al calore
del materno seno,
prima
dell'arrivo
del freddo Inverno.

                                             



23 settembre, 2012

poesia..La mia valle


Lo sguardo perduto,
in ammirato silenzio,
nella mia valle,
da sempre,
ristoro
all'umano pensiero,
per l'incanto,
muto.
Campi in ordine schierati
con il fiume Coghinas
confinanti
si perdono
all'orizzonte del mare,
linguaggio d'amore
inneggia il cuore.
Anche ad occhi chiusi
disegno
con la memoria delle stagioni
i rigogliosi vigneti,
i campi di carciofi
i frutteti,
di divine note accordatori,
fra loro,
gareggiano
per tonalità di colori.
In armonia di pace,
integrata
tra i profumi
di calpestati sentieri
della mia valle,
organizzo
positivi pensieri

                                            


22 settembre, 2012

poesia...il dolore



Amari pensieri
confluiscono
nella stanca mente,
inibita dal dolore,
come
infrangere di onde
sulla riva del mare.
Lacrime lenitive
sgorgano
in solitudine
di tormentose pene.
Persuasione
che
mai fisico dolore
abbandona l'umano vivere.
In doglie
e in pericolo di morte
spunta il pollone
seppur
gioioso dono d'amore.
La malattia, la vecchiaia
la stessa morte
obbligate tappe di afflizione
in umana sorte.
Faticoso affanno
per sfuggire la sofferenza
è impegno di
vitale speranza.
Nell'animo,
in solitario ripiegamento,
l'umano desio
trova sollievo,conforto
e un senso
all'esistenza
abbandonandosi fiducioso
in preghiera
ispirata
dall'amore di Dio

                    

18 settembre, 2012

poesia...il volo.



Gabbiano in volo
nel cielo rosso del tramonto,
ali spiegate,
mai statiche,
in equilibrio ed eleganza,
Aliante vitale,
felice elargizione
di Divina Sapienza.
Sicuro di sé,
in armoniosa posizione
plana o avanza;
del suo nido dolcezza
e piacere
dei doni della vita
ama il godere.
Chinato il capo,
nel tremolio dell'onda,
il riflesso del suo andar
non riconosce
si specchia ,si rispecchia
con angoscia
quel vacillar non è
dell'onda il danzare,
è il modo nuovo e faticoso
del suo volare.
Silenzioso lacrimare
che non cerca pietà,
è l'accettazione
del male
in consapevolezza
e dignitosa attesa
tra le mani del Padre
affida la sofferenza.

                                                 

13 settembre, 2012

poesia...L'indifferenza


Preso dall' involucro corporeo
del proprio essere
in indifferente postura,
abulica visione della realtà,
è
atteggiamento dominante
della civilizzata umanità.
Egoismo,
di intrinseca volontà,
annulla l'altro
in fragile dipendenza,
abrogandosi il diritto
di togliere al fratello
la vitale dignità.
Sfruttamento
subdolo o evidente,
in ragion del proprio esistere,
impassibile alla morte,
distruzione o guerra,
avvelena l'amore
prezioso perno
di equilibrata rotazione
della Terra.,
L'odio avvilisce l'amore
in continua lotta
con armi di passione
che abilita onore.
L'indifferenza
nutrendosi
di insensibilità, gelo, freddezza
è
meschina , vile
vuota carcassa
di etica repulsione.

                                                            




08 settembre, 2012

poesia....

melodia
di armoniose note
accompagnano
parole in poesia.
Elevati
pensieri
nell'aere celestiale
inneggiano
all'amore
con pennellate
di poetico
colore.
Oltre l'orizzonte
sguardo
perduto
tra sentimenti
e fantasia
di anima
finemente cesellata,
dal vissuto temprata ,
scaturisce
accordi
di vera poesia


poesia...ispirato pensiero

06 settembre, 2012

poesia...impressioni autunnali


Tiepido, 
mai ombroso sole ,
nell'avanzare.
Il mio amor autunnale
sorride nel bosco 
di passionale incanto. 
Tenero acobaleno 
di pennellate mai scialbe,
profumo di ricordi ,
balsamo ai silenzi, 
in posati pensieri
tra mente e cuore.
Muta, in solitaria,
mai indifferente postura,
ritrovo il mio "io" più vero, 
piccola amante,
dell'Onnipotente,
riconoscente creatura.

                                             

01 settembre, 2012

poesia...Rabbioso Settembre


Settembre
è arrivato,
immemore
del suo andar
con passo sicuro e cadenzato
al ritmo di delicato vento.
Dalla ruota del tempo
è sbucato infuriato,
mosso da incrociati venti,
ha sollevato polverone
verso il sole,
accusato
di eccessiva
calura dittatore:
“ a te che hai in mano
le sorti della vita, “

urlava
nel vento,
di Settembre la rabbia
osservando la natura,
di  vitale infinita essenza
chiusa in gabbia,
fino all'osso prosciugata
privata della visione
di una futura esistenza

“abusare del potere donato
non è permesso!
Restituisci il maltolto
distribuendo piogge e frescura,
abbassa la cresta,
siano riequilibrate
le armonie vitali
perchè
del potere la gestione
non è abuso o furto ma
equilibrata partecipazione”.

Han brontolato anche il mare,
la collina, la montagna ,la pianura
si è oscurato il cielo
nella
mai perduta speranza
di sollevar del dittatore
il velo di finta ignoranza.

                                       

30 agosto, 2012

poesia....tradita da un tango...


La fisarmonica alitava
un tango
dai colori sfumati
dal tempo
attaccandosi,
con viva forza,
similare a marosi,
al groviglio di spine 
custodi
dei ricordi dolorosi.
La musica avanzava,
rivedevo mio padre,
di quel tango
appassionato spasimante,
andar via lentamente
in compagnia di un avido male,
lasciando dietro le mie spalle
una voragine, il vuoto,il dolo
l'insicurezza dell'abbandono.
I discorsi mai fatti,
le parole non dette,
i sentimenti non esternati
le “scusa” mai chieste
il cuore mi fan dolere.
“Babbo
sei partito
nel tempo in cui
la maternità,
rendendomi adulta,
aveva aperto in me
la consapevolezza
che le tue regole impositive
erano dettate dall'amor paterno
dalla tua bontà.
Marito, figli e nipoti
del mio viver
sono essenza
eppure,
con questo tango,
il cuore piange
i silenzi, i vuoti
della  prematura partenza.”

                                                    

25 agosto, 2012

La piaga della Sardegna: gli incendi

amara sera

Spero che domani il cielo pianga
sulla nostra infuocata Terra
Figli incoscienti
dell'amarezza
e del suo dolore
con fiamme ardenti
la colpiscono al cuore.
Tra la natura incenerita
in sofferenza
pianta resistente e ardita
solleva l'ultimo sguardo al cielo
chiedendo pietà
alla bontà dell'Altissimo,
"restituisci la ragione all'uomo
e a me la vita."

21 agosto, 2012

poesia...serata a Pattada

Poesia
serata a pattada
19 agosto 2012

Tenero volo
di mariposa
fu il favellar in rima.
Concerto di suoni,
atavica armonia
in “alas de poesia”.
Nel sereno crepuscolo
il cielo risplendeva
di stelle a mille,a mille,
erano le scintille
del poetar che saliva
da “su antigu foghile”
Il dondolio di una cuna,
le storie della mamma,
dono colmo d'amore
per la sua creatura.
Malinconico volo di colombe
verso terre lontane,
al suono delle “launeddas”,
richiamo di quell'amaro lacrimare
in cerca di pane.
Sui volti attenti,
in partecipazione silente
contenuto orgoglio
emozionante
si alternava ad
applausi di consenso
anche alla rima a doppio senso,
Un Angelo vagabondo
sedeva sereno , uno fra tanti,
eppur splendeva come faro
per i perduti naviganti
nell'umana sofferenza.
Il cuore ritemprato
di amor per la mia terra
ringrazia per il dono cortese
tutta la gente pattadese.

    






14 agosto, 2012

Una storia senza tempo....fine





Partita la carrozza Tania desiderò rivivere ogni attimo di quella giornata. Voleva imprimerli nella mente, voleva donare linfa pura di amore al suo assettato cuore.
Indossato uno scialle sulle spalle, per proteggersi dall'umida sera, uscì di casa e si diresse verso i campi.
Arrivò alla casetta dove aveva vissuto la prima parte della sua vita. Non ci andava molto spesso, però in quel momento desiderò ritrovarsi nei ricordi.
Prese la chiave nascosta sotto un sasso ed entrò. Il sole mandava gli ultimi raggi, prima del tramonto.
Uno illuminò la lettera che aveva lasciato per Giosuè, quando era andato via.
Vi aveva scritte tutte le indicazioni per ritrovarla, nel caso lui fosse ritornato. Era ancora li. Lui non era mai ritornato.
La luna piena saliva birichina allontanando una bella fetta di tenebre.

Una storia senza tempo...undicesima parte




Tania si guardò attorno.
La casa era linda. In quei tre giorni di lavoro aveva risistemato le tendine delle finestre, i merletti dentro la cristalliera, le piante interne e quelle sui balconi, i mobili semplici, tirati a lucido con l'olio di lino.
Era tutto così accogliente che, ella stessa sorrise soddisfatta.
Dalla cucina proveniva il profumo del pane appena sfornato e sistemato dentro un canestro, tra panni di lino bianchi. Quel profumo si mescolava con i dolci preferiti da Enne.
Sua madre si era impegnata ad impastare farina per fare il pane, le ciambelline, i papassini......tutto ciò che a sua figlia avrebbe donato la certezza d'esser a casa sua.
Il tempo era volato tra il fare ed il ricordare.
Tania si avvicinò al camino per controllare la cottura del “porcetto” quando, sentì il tipico rumore dell'avanzar di una carrozza sulla stradina del “ borgo antico”
“oddio, saranno loro?!” si chiese avvicinandosi alla finestrella.

09 agosto, 2012

Una storia senza tempo...decima parte

Mamma e figlia si coccolavano cullandosi abbracciate. Non una parola. Il silenzio parlava per loro attraverso la pelle. Nell'abbraccio riallacciarono quei legami che, neanche la rottura del cordone ombelicale distrugge: ciascuna si sentì, nello stesso tempo, sia madre che figlia, in scambievole simbiosi. Ripresa coscienza , Tania :” vieni su figliola, la mia casa è la tua...desidero riempire il vuoto di questi anni con i racconti del vissuto che, le tue parole, sapranno donarmi!” , propose. Marienne la seguì. Sedute sul terrazzo, la madre, per creare un'atmosfera di fiducia, raccontò la sua storia , non tralasciò niente. Incoraggiata dalla spontaneità della madre anche Marienne si raccontò. “Madre, come è dolce chiamarti così Tania! La mia migliore amica” esordì ,con emozione la giovane , non vergognarti , la tua storia dolorosa rende onore al coraggio con il quale hai affrontato le avversità della vita. La mia non è stata così greve come la tua ma, ho attraversato anche io, momenti duri. Fino sei mesi fa ero convinta di chiamarmi Marienne Borghesi, figlia di Donna Matilde e del marchese Matteo Borghesi. Mio padre, persona adorabile, morì quando avevo nove anni. Fu un grande dolore ma, quello che avvenne dopo modificò la mia vita . La mia mamma , trascorsi i mesi, imposti dalle regole, per il lutto, fu