La fantasia e il tempo viaggiano insieme mescolando i colori

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26 giugno, 2014

Poesia..Il vedovo..tradotta dal sardo


Traduzione...Il vedovo
 l'originale la troverete nella pagina...POESIE IN GALLURESE.

I racconti degli anziani, che a voce hanno tramandato
sono le cose più belle che io abbia mai ascoltato.
Le serate in ogni stagione, mi piace immaginare,
quando, per chiacchierare si riuniva il vicinato
raccontando fatto vero, da fantasia arricchito,
ognuno ne aggiungeva un nuovo pezzetto
per incantare i bambini in ascolto.
Gli anziani che conoscono il presente ma anche il passato
recitavano in poesia rendendo accattivante il racconto.
Una sera, zio Giulio, mi ha raccontato una spassosa storia
perdonatemi se a ripeterlo ci provo in poesia.
C'era un vedovo che a risposarsi intenzionato
osservava le donne vedove e zitelle
ma nessuna reggeva al confronto con il tesoro prezioso perduto.
Le donne ne parlavano, mentre, lavavano i panni alla vasca:
“ il signore è incontentabile!! ma vedrete che resterà solo
perchè se, adesso, non siamo della moglie all'altezza
noi mai più lo prenderemo, rimarrà con la sua boria e la ricchezza!”
Ma, il destino non segue umani piani
improvvisamente si portò via il compare, l'indomani.
Rimasta vedova la comare, ricca di beltà e terreni,
il nostro vedovo aspettò tre mesi per il lutto, prima di farsi avanti.
Rientrato dal barbiere, indossato l'abito della festa,
per dare una bella impressione
aspettò il pomeriggio pensando parole adatte alla dichiarazione,
poi si mosse e bussò al portone.
Fatto accomodare nella sala, si pentì del suo ardire
perchè la donna con lo sguardo puntato sul compare e zittendo
dava l'impressione di aver capito e che stesse,
qualcosa di spiacevole, meditando.
Visto che la comare aspettava con le mani poggiate sul tavolo, con indifferenza
l'uomo fattosi coraggio, parlò con voce seria , come da circostanza:

- Se non vi offendete comare, voglio porvi una domanda,
voi che capite e siete pietosa con chi arriva e con chi parte
voi che del mondo conoscete ciò che sta in alto ma anche di sotto
non vi offendete per quello che devo dire, seppur mio compare sia morto. -

- Dite quello che dovete dire e qual'è l'intenzione che vi ha portato
raccontate quello che nella mente vi passa ,perchè a me non mi dà, né mi toglie grado.-

- Quello che vi dovrei dire, se siete gentile ad ascoltarmi
è che se vi aggrada, se avete voglia di maritarvi, vi chiedo di sposarmi
poiché mia moglie è morta vorrei accanto a me una compagna, un'altra volta.-

- Perchè lo devo negare! Se si presenta un partito me lo prendo
però non posso far promesse a questo e a quello,
se non mi conviene meglio rimango sola nel mio letto


- Con queste parole mi dite che non sono un buon partito,
se vi foste ben informata, sicuramente, vi sarei gradito
e a parer mio, sono io migliore di voi come partito.-

- Sarà come sarà, se siete migliore voi non mi dispiace,
ma non potete nascondere che non siete un uomo di pace,
più che un bonaccione, siete un linguacciuto, geloso e fanfarone!

- Che donna cattiva che siete, superba e boriosa!
allora non lo sapete che, mia moglie morta, era una rosa
e le volevo bene più di quanto lei ne volesse a me-


- Si, si avete ragione!! per quel che ha sofferto non valeva la pena sprecarci il tempo,
voi siete un bravo marito!!.. però disgraziata lei che ci ha rimesso la vita
e non saranno colpa vostra tutti quegli “oja” ed “ aja” che l'han sfinita.

- Niente è mancato alla mia rosa!!!.. l'ho trattata come una farfalla
padrona, serva e signora, libera di volare per la casa,
disponibile verso il marito e ad ogni suo desiderio, per me era pietra preziosa!

- Scusatemi compare, né padrona, né serva, né preziosa pietra
desidero diventare , perchè volare dentro una casa, anche se ricca quanto un'azienda
non fa per me, se poi vi è anche un marito prepotente ,litigioso che tutto comanda...


- Scusatemi comare ! Senza offesa, ora capisco perchè mio compare
non temeva la morte, con la moglie che aveva avuto in sorte
poveretto!!!! Meglio all'altro mondo che stare insieme ad una strega.

La donna arrabbiata, prese una scopa e come se stesse mantenendo una promessa
dando tanti colpi sulla schiena, fino alla chiesa, dove usciva la Messa,
rincorse il compare di “fugaroni” che correva come inseguito da demoni.
Le donne che avevano preso la Comunione, ridevano guardando il volpone
inseguito da colei che a suo piacimento voleva legare con un anello
pensando che la donna fosse docile come un agnello.



2 commenti:

Melinda Santilli ha detto...

Ciao Mietta,
è molto simpatica questa storia, mi ha fatto ridere fino alla fine!
E' bello conoscere le storie della tua terra che per me è davvero molto lontana e anche sconosciuta...
sai prima di conoscerti qual era la sola cosa che conoscevo sulla Sardegna?
La canzone "Amara terra mia", la conosci?
Un abbraccio

maria antonietta Sechi ha detto...

Ciao cara
certo che conosco la canzone degli emigranti.
La nostra Terra è madre che dà tanti frutti...invasa e sfruttata dagli altri che, lasciano ai sardi le briciole, diventa per noi matrigna, costringendo ad emigrare...se noi potessimo governarci da soli, la nostra Terra ci darebbe frutti da vivere in abbondante dignità,
un abbraccio affettuoso e grazie di cuore