31 maggio, 2014

Via Petronia...2° cap

Secondo cap.

La lavandaia


Appena terminato il pranzo” aveva spiegato chiaramente mamma Vittoria, “farete un riposino pomeridiano di due ore!”
ma mamma sono troppe! I nostri amici dormono solo un'oretta...!”
Io penso a voi, all'educazione dei miei figli, gli altri bambini hanno i loro genitori!”
dopo” proseguì la donna con tono che non ammetteva obiezioni : “ fino alla chiusura della scuola si studia e vi interrogherò tutti i pomeriggi!”
e a giocare?” la interruppe Piero
avrete un'oretta dopo le sei! ... tanto le giornate sono lunghe. Terminati gli esami e visti i risultati potrete giocare dalla cinque fino quando non rientrerà il babbo dall'officina!!”
Piero : “perchè non possiamo giocare anche adesso fino al rientro del babbo?”
Perchè devo scaldare l'acqua e strigliarvi per benino dentro la tinozza, quando arriverà il babbo sarete già in pigiama...!”
ah!” continuarono la tiritera i bambini “ poi si cena ,attenti a non sporcarci e subito a nanna...!”

certo, domani si va a scuola riposati e freschi...punto e basta !” concluse la donna riprendendo fiato come se, invece di un discorso, avesse fatto una maratona.
Non molto entusiasti i bambini acconsentirono. Non avevano altra scelta.
La mamma terminò di sistemare nell'armadio i panni che zia Maria Santa aveva riportato indietro, dopo averli lavati al fiume e stirati con i ferri da stiro riscaldati sul fuoco, nella sua modesta casa.
Zia Maria Santa , quando riportava i panni lavati e stirati che mamma Vittoria gli aveva affidati ,si tratteneva sempre un po' per riposare e chiacchierare davanti ad un caffè che le veniva offerto.
Era una povera vedova, analfabeta e con due figli. Spesso i ragazzi seguivano la mamma aiutandola a scrivere in un foglietto il nome della signora e il numero dei panni che tale signora le affidava.
Lavare i panni al fiume era l'onesto lavoro che le garantiva cibo e sopravvivenza per lei e i suoi amati figli. La lavandaia abitava in un'unica camera nel quartiere antico fatto di case basse molto simili a grotta che ad abitazioni.
Per accedere alla sua vi era un gradino consumato dalle pedate. Appena entrati occorrevano dei minuti perchè gli occhi si abituassero al buio. Nella grotta non vi erano finestre e nemmeno corrente elettrica.
L'occhio, una volta abituato, scorgeva sullo sfondo un letto grande senza testata ma rivestito di lenzuola e coperte che profumavano di lavanda selvatica. A sinistra del letto vi era un tavolo, quattro sedie impagliate e dietro la porta d'ingresso priva di serratura, vi era una cucina a legna sia per cucinare che per riscaldare la camera e i due ferri da stiro con i quali la donna stirava i panni delle signore. Mentre con uno stirava l'altro veniva riscaldato sulla piastra della cucina. Alla destra , poco distante dal letto, una modesta tenda separava i servizi : tre vasi da notte sistemati su tre pezzi di tronchi di legno , ciascuno ricoperto da un sacco di juta, onde evitare la fuoriuscita di cattivi odori. In un angolo un vecchio contenitore con coperchio , una volta destinato all'acqua per la cucina, fungeva da bugliolo. Mamma e figli vi rovesciavano il contenuto dei vasi e l'acqua del catino, poggiato su una vecchia sedia, dove si lavavano. Poi a sera inoltrata , la donna svuotava il bugliolo in una griglia di raccolta di acque, poco distante dalla dimora. Completava l'arredamento un armadio a tre ante con in mezzo un avanzo incerottato di specchio. Ogni anta aveva una funzione specifica. Nella prima la federa bianca con il pane , le deliziose marmellate fate con le sue mani e provviste donate dalla generosità delle famiglie a cui prestava servizio con impegno.
Nella parte centrale dell'armadio, vi era tutto il modesto, rattoppato corredo della donna, i vestiti della famiglia. La terza anta conteneva tutto l'apparato da cucina.
L'ordine regnava profumando di onestà e pulito
Zia Maria Santa era la bontà personificata.
Molto affezionata a Signora Vittoria e ai suoi figli, aveva trovato in loro quel rispetto che nonostante la sua umile condizione meritava, ma spesso non trovava.
Anche quel dopo pranzo era presente quando mamma Vittoria dettava ordini ai suoi.

Zia Maria Santa provò ad intervenire
Signora Vittoria, le dia più tempo per giocare soprattutto Tea, lei non ha esami!”
no, no Maria!” rispose la mamma “ anche Tea eseguirà le consegne , non si muore, in fondo si tratta solo di due settimane!”
allora, signora Vittoria, oggi la posso portare con me? Non sarebbe la prima volta!”
propose la donna con un sorriso che avrebbe convinto anche un sasso.
Tea “ si, si ti prego mamma, mandami con zia Maria Santa...farò da brava!”
basta così!” interruppe la mamma, poi rivolta alla donna:
Maria oggi è il primo giorno che mettiamo in pratica questo orario perciò Tea starà con i fratelli. Sai benissimo che ti affido volentieri Tea perchè sei una persona brava, affettuosa, pulita e a Tea piace tanto stare con te, qualche volta ha dormito anche nel tuo lettone...!”
è vero mamma! Si sta tanto bene nel lettone di zia Maria Santa.”
Se farai la brava bambina un'altra sera che zia Maria vorrà potrai andare a dormire da lei...però oggi no!”
Lo sai mamma che io da zia Maria non ho paura?”
perchè dovresti aver paura? Chiese la madre
sai, a casa sua non c'è serratura nella porta!!” rise davanti a un'attonita mamma Vittoria
come?”
Ma si, zia Maria ci fa dire il Rosario e le preghierine con la porta aperta per far entrare la luce della luna, poi accende una candela e chiude la porta fissandola con le sedie!”

ma dai sciocchina! ...su,su” invitò la mamma battendo le mani “pipì, lavarsi le mani e riposino!”


4 commenti:

Melinda Santilli ha detto...

Ho letto anche il capitolo precedente e mi sembra di essere tornata indietro ai tempi di Don Camillo!
Non riesco a concepire una realtà così, troppo schematizzata in ruoli predefiniti e senza un reale dialogo fra figli e genitori...
però posso dirti che scrivi bene?
Aspetto il capitolo nuovo, un abbraccio!

ORACOLO DI ZED ha detto...

oltre a scrivere ogni tanto vado a leggere anche i blog degli altri. Qualche volta mi dice bene altre volte mi dice male. Questa volta è andata bene! Blog interessante! Buon fine settimana lungo.Ciao!

maria antonietta Sechi ha detto...

ciao Melinda
sei fortunata ,tu appartieni alla generazione la cui libertà di "esistere" è passata sopra le nostre ribellioni, i nostri ideali di libertà di espressione, comunicazione,essere...ti abbraccio
grazie delle tue visite..smack e dei complimenti

maria antonietta Sechi ha detto...

Zed
grazie x la tua visita
buon fine settimana anche a te
passerò a trovarti.