06 febbraio, 2013

racconto..Un amore..settima parte


                         
Affaccendata al lavatoio , Annetta si accorse di Giuanneddu solo quando le fu vicino. Percepita una presenza, sussultò lasciando cadere i panni per terra.
- Dio mio !- esclamò – che spavento ! -
Quando vide l'espressione mortificata sul viso del giovane, cercò di ricomporsi nascondendo lo spavento dietro un sorriso.
Quasi balbettando egli disse:
- buon giorno Annetta! - scusami se ti ho spaventata...ero...ero così attento ad ascoltare il tuo canto che non ho voluto interromperlo.
- beh!- sorrise con indulgenza Annetta, - se dovesse succedere ancora di udire il mio canto non fermarti ad ascoltare ma...canta con me...così non mi spaventerò! -
Giuanneddu rise alla risposta della donna. Era noto che avesse la battuta pronta, vivace e simpatica
Sceso dalla groppa di Burricheddu aiutò la donna a raccattare i panni quindi, nonostante le proteste di Annetta , li risciacquò ribattendoli sulla vasca.
- Non immaginavo di trovarti qui e così presto ! - disse il giovane con la voce roca, alterata dall'emozione per quell'inaspettato incontro.
- Vedo che , nonostante, la tua eleganza e l'appartenenza alla classe dei padroni non disdegni venire al lavatoio -. continuò Giuanneddu
- sarò pure una signora – rispose Annetta guardandolo negli occhi
ma, come dice mio padre, per essere una buona padrona di casa, per saper comandare i servi è necessario conoscere quali sono i servizi adatti e come si fanno , perciò ho imparato, insieme alle serve , a fare le faccende ...-
poi, assumendo un tono allegro e sbarazzino aggiunse - ...adesso che sono grande tutti devono sapere che so fare i lavori di casa...altrimenti chi mai chiederà la mia mano?
Nella parte seria del suo discorso Annetta osservò bene il giovane. Si conoscevano da piccoli eppure soltanto adesso ne coglieva la bellezza e l'eleganza innata del portamento; lo sguardo fiero, leale; il viso dalla pelle scura per l'esposizione al sole, dava l'idea dell'uomo capace di fronteggiare le intemperie della vita; infondeva sicurezza.
Si sentì attratta dal giovane da nuova emozione, il cuore aumentò i suoi battiti...
Annetta confusa concluse il suo discorso con una risatina forzata....- altrimenti chi mai chiederà la mia mano?..- ripeteva mentalmente, osservando Giuanneddu che accarezzava con lo sguardo i suoi occhi, che l'attraeva come fanale le falene , alla sera...
Giuanneddu, senza staccare lo sguardo da quello della giovane, le si avvicinò
- Annetta ! -
con voce smorzata dall'emozione , il giovane parlò:
- forse era scritto nel cielo che oggi c'incontrassimo. Abbiamo avuto poche occasioni per stare insieme da soli, per parlare tra noi. Siamo amici con tuo fratello Bastianu ma non ho mai varcato la soglia della vostra casa.
Il mio cuore da tempo ti appartiene, ti pensa, ti dice cose che la mia mente non sarebbe capace di pensare..io non ho mai trovato il momento e il coraggio di dirtelo ...sono innamorato di te...non sono degno , perchè sono un servo-pastore ma...se tu mi vorrai io metterò a tua disposizione la ricchezza che Dio mi ha dato...-...così dicendo sollevò le braccia in alto e continuò
- le vedi le mie mani? Sono la mia ricchezza, lavoreranno per darti la vita che ti meriti..-
Si interruppe, Annetta arrossì , poi chinata la testa, cominciò a piangere.
Giuanneddu le si avvicinò, le sollevò il viso ed asciugandogli delicatamente le lacrime:
- che c'è Annetta? Non piangere , saprò accettare ogni tua risposta!!!.-
Ella sollevò il viso con sguardo innamorato, le loro labbra s'incontrarono nel primo tenero bacio.
Si strinsero liberando un sentimento che serbavano inconsciamente da tempo, che solo adesso prendeva forma e spessore reclamando le carezze e i baci perduti.
Annetta , nonostante desiderasse quelle braccia strette sul suo corpo, ...si staccò e voltando le spalle al suo amore disse:
- non hai mai varcato la soglia della mia casa perchè mio padre lo ha proibito. Bastianu ha chiesto spiegazioni e lui ha risposto:
- in casa c'è tua sorella, non voglio che neanche lo veda, e basta così, non devo altre spiegazioni-!

- avevo capito che tuo padre mi considera un povero, puzzolente servo -pastore..ma lui non sa che io possiedo quaranta pecore, guadagnate al servizio di padrone Giuannantoni.
Poi, a quanto ho capito, essendo egli scapolo e senza eredi ci sarà alla sua morte un lascito.-

Le si accostò stringendola da dietro la schiena e le sussurrò
- non preoccuparti amore, parlerò io con tuo padre e mi presenterò con il mio padrone Giuannantoni che mi farà da garante.-
Rassicurata da quelle parole , Annetta si lasciò andare alle carezze, ai baci di Giuanneddu che ricambiava .
Dopo un po' Giuanneddu
- amore devo andare al pascolo..quando ci vedremo? Quando potrò andare a chiedere la tua mano a padrone Puligheddu?
- amor mio , ti attenderò qui tre mattine della prossima settimana...però non tardare a parlare con mio padre non vorrei che venisse a sapere del nostro amore dalle chiacchiere del paese -
- tranquilla!! stasera parlerò con padrone Giuannantoni e sabato prossimo ci presenteremo da tuo padre.
Un ultimo abbraccio sigillò l'accordo.

                                                        
                    

2 commenti:

Beatrice Portinari ha detto...

E' sempre più bello,
un abbraccio

maria antonietta ha detto...

grazie cara...vedremo come procederà...un abbraccio