La fantasia e il tempo viaggiano insieme mescolando i colori

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10 luglio, 2011

racconto...................contratto di matrimonio

……………

Pedru Cannas camminava avanti , indietro.
Il suo passo nervoso seguiva il ritmo delle sbuffate di fumo che uscivano dalla pipa.
Con le mani dietro la schiena, attendeva, con ansia che la moglie partorisse.
Desiderava un figlio maschio: vincolo, imposto dal suocero,
 per ereditare le ricchezze della moglie
Erano, ormai, diverse ore che Maddalena soffriva        intercalando, in spazi sempre più  ravvicinati. momenti di grida dolorose a momenti di pausa.
Nella stanza della partoriente vi erano comare Lughia e comare Antonia
Donne esperte nell’aiutare le partorienti.
Ogni tanto ,comare Lughia usciva di corsa, prendeva un catino di
acqua calda dal calderone  poggiato sul treppiede nel fuoco e ritornava nella stanza.
Pedru accennava qualche parola per sapere cosa stesse succedendo ma, la donna rispondeva frettolosamente:

"scusate, è un parto difficile non ho tempo!"
Poi rivolta ad una serva chiedeva che si strappessero delle lenzuola  perchè occorrevano delle "pezze"
Nella grande cucina, alcune serve alimentavano il fuoco di "su foghile", un grande recinto tondeggiante, fatto di pietre, sistemato al centro della stanza,  che, veniva utilizzato per cuocere i cibi e in questo caso, per scaldare l’acqua, come richiesto dalle due comari assistenti al parto, altre preparavano le pezze.
Pedru era un proprietario terriero non ricchissimo ma benestante.
Aveva al servizio dei suoi terreni e del suo bestiame  servi contadini e pastori.
La sua casa ,in cima ad una collina, era composta da diversi vani: la cucina con il caminetto e su foghile, era il cuore dell’abitazione.
Nelle notti fredde, i servi stendevano delle stuoie di canna accanto al fuoco per il riposo notturno.
Dalle travi della volta pendevano “i cannizi” , sembravano altalene ferme, fate di canne che, servivano per sistemare ricotte e formaggi ad asciugare al fumo che, salendo dal “foghile” fuoriusciva all’esterno dal tetto di canna,affumicando non solo i formaggi ma anche i salumi che pendevano dalle travi
Le stanze erano arredate con mobili di legno, intagliati da abili falegnami, secondo il gusto di sua moglie e la disponibilità del suocero che, per la sua unica figlia avrebbe dato l’anima.
Pedru era un buon padrone: lavorava quanto i suoi servi, tenendo la situazione delle sue proprietà sottocontrollo.
Sua moglie, Maddarena era figlia unica di ricchi proprietari terrieri: Giuanne de Candia e donna Peppina de Rosas
Don Giuanne, come tutti lo chiamavano in paese, era un padrone severo ma abbastanza generoso. I suoi servi lavoravano dall'alba al tramonto ma, erano ricambiati con i frutti raccolti dal loro duro lavoro.
Sua moglie, donna Peppina era molto amata per i suoi gesti caritatevoli .
Fuori delle mura della cucina, vicino alla porta d'ingresso, aveva fatto costruire una nicchia . Aveva ordinato alla servitù di controllare che dentro vi fossero sempre  pane, formaggio , salsiccia, una brocca di acqua ed una bottiglia di vino a disposizione dei poveri viandanti.
Con questo gesto voleva che, tutti sapessero che la sua cucina era a disposizione di quei miseri e storpi mendicanti che giravano per gli"stazzi" a chieder l'elemosina
La donna morì di broncopolmonite prima che la sua adorata figliola Maddalena, compisse quindici anni.
Don Giuanne de Candia non si risposò.
Quando sua figlia fu in età da marito scelse per lei ,  Pedru Cannas che stimava perchè aveva moltiplicato in pochi anni i suoi possedimenti.
Agli occhi dell'uomo sarebbe stato un buon marito ma anche un buon amministratore dei beni che avrebbe ereditato sua figlia.
Il matrimonio fi combinato.
Pedru  era un bell’uomo.: aveva una folta barba, il naso aquilino e gli zigomi sporgenti, come intagliati sul legno,lo sguardo arguto nascondeva i suoi pensieri.
Queste caratteristiche gli davano un aspetto serio che incuteva rispetto in chi lo conosceva.
Era considerato uomo di onore, perché di poche e chiare parole. Manteneva ciò che prometteva
Spesso era chiamato per fare " lu rasgiunanti", il portavoce-paciere tra famiglie  in litigio per la suddivisione di eredità o altri malintesi.
Maddarena , quando suo padre glielo propose come sposo , accettò perché Pedru le piaceva nell'aspetto
anche se di lui non conosceva altro.
Fu stipulato il contratto di matrimonio tra Pedru ed il suocero:
 Pedru  avrebbe gestito, in caso di morte del suocero, tutte le sue ricchezze , a patto che la coppia avesse  un figlio, il quale, in realtà, sarebbe stato l’unico vero erede, alla maggiore età. Al genero sarebbe rimasto ciò che competeva alla sposa come dote: una percentuale di terreni e bestiame dei suoi possedimenti.
Nel caso, la coppia non avesse figlii, la donna fu nominata  unica erede-proprietaria, con il diritto di gestire l'eredità a suo piacimento
A sua figlia Maddalena diede,inoltre,  un ricco corredo ricamato a mano dalle suore di clausura, i gioielli della sua povera moglie , i mobili,  del danaro.
 Fu celebrato il matrimonio
Al banchetto di nozze partecipò tutto il paese e ciscuno si dette da fare nel preparare il pane, i dolci, la "suppa"
Fu una bella festa. La gente mangiava , brindava e ballava osservando una sposa timidamente raggiante ed uno sposo che, fumando la pipa, guardava tutti con viso inespressivo
Presto Maddarena si accorse che Pedru era egoista, poco attento a lei,  certe sere si infilava nel letto delle serve.
La donna piangeva nella solitudine del suo letto da sposa , tradita e senza potersi lamentare.
Scoprì che era normale che i padroni  “prendessero” le serve a loro piacimento..
Quando qualcuna rimaneva incinta , Pedru, come gli altri, chiamava un altro servo gli regalava un piccolo gregge, il permesso del pascolo nel suo terreno e gliela faceva sposare.
Con buona pace di tutti.
       -L’uomo non sentiva più le grida di sua moglie ma , deboli lamenti. Che, fuoriuscivano dalla camera insieme alle voci delle comari.
Era tesissimo, quando sentì:
“finalmente ce l’abbiamo fata!”
 La porta  si aprì,comare Lughia si affacciò  sulla soglia, con le lacrime agli occhi
guardò l’uomo:
“Entrate, vostra moglie ha bisogno di voi!”
Pedru si voltò
“ il bambino è nato?”chiese
“si!!” rispose la donna “è un maschietto!”
In quel momento si sentì il pianto del bambino
“Pedru tirò un sospiro di sollievo e seguì la donna dentro la camera.
Comare Antonia stava lavando il neonato
Pedru lo guardò, poi si avvicinò al letto della moglie.
La donna con voce flebile:
“abbi cura del bambino!
Pedru sentendo pietà per quella donna che lui aveva sposata solo per interesse , le prese una mano.
Non fece in tempo a dire una parola , dagli occhi della donna scese una lacrima e spirò.










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