La fantasia e il tempo viaggiano insieme mescolando i colori

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17 giugno, 2011

racconto...l'applauso..........



“Mamma, papà scendiamo in spiaggia?”
chiese Piero ai suoi genitori, mentre,tratteneva a stento le bizze che la sua figlioletta faceva ,innervosita dall’esser stata  tutto il giorno chiusa in casa.
Anche , Carla, la giovane moglie di Piero,  assentì alla proposta.
Elena guardò Giovanni suo marito: “che ne dici nonno hai voglia di andare in spiaggia.
L’uomo, da  navigato” lupo di mare” rispose:
” oggi tira un venticello  da sud-sud est, sarà pericoloso fare il bagno perché nel nostro mare, tle onde “tirano dentro!”
Non faremo il bagno!” risposero tutti in coro.
Il giovane aggiunse: “ al limite, per Chiaretta,  porteremo la piccola piscina che, riempiremo e giocheremo insieme sulla spiaggia.
Si prepararono tra  gridolini e saltelli di gioia della bambina.
Arrivarono al mare s,
Il l vento non soffiava  molto forte,  infatti,  poterono sistemare due ombrelloni vicino a  quelli di due famiglie di parenti..
Piero, presa in braccio la bambina, stava sulla battigia ove arrivavano delle onde che, ritornavano indietro trascinando la sabbia.
I granelli della rena, spinti dall’onda, correvano avanti e indietro rotolando e rimescolandosi tra loro.
Giovanni chiacchierava con i parenti.
Elena desiderava ardentemente fare il bagno.
Ella odiava andare al mare e fare il fosso , con il sedere sulla sabbia.
. Il mare era per lei un elemento vitale. Esperta nuotatrice , dalla riva, seguendo la fune della boa, faceva duecento metri per volta, nuotando dalla riva alla boa, la circoscriveva e ritornava indietro.
A volte si tratteneva al largo:eseguiva tuffi verso il fondale e capriole per risalire nell’acqua fresca e cristallina, al largo, lontano dal resto dei bagnanti.
Annoiata,i avvicinò a suo figlio che giocava con la bambina.
Vide quattro giovanotti tuffarsi e giocare con le onde. Notò che non avevano nessuna difficoltà, anzi, si divertivano  lanciandosi una palla.
Per Elena fu un invito.
Presa posizione si tuffò e con bracciate sott’acqua, nuotò trattenendo il respiro.
Solitamente, così facendo, riaffiorava a pochi metri dalla riva.
Quel giorno quando riaffiorò era non solo abbastanza lontana dalla riva, ma anche dalla fune della boa, che ella teneva come punto di riferimento, in caso di necessità-
Per un attimo fu presa dal panico.
Si tranquillizzò vedendo che, anche i giovani, erano stati, dalle onde, vicini a lei.
Rilassata cominciò  a nuotare verso la riva.
 Tutto filò liscio fino ad un paio di metri dalla riva.
Aveva nuotato con fatica;  il riflusso la respingeva  indietro.
Aveva impegnato , al massimo, le sue forze per arrivare a un passo dalla salvezza.
Era stanca ma tranquilla:
“ancora un paio di bracciate e uscirò” pensava.
Non  contò quante paia di bracciate diede,  raggiunto il punto dove poggiare il piede sulla rena del fondo, l’onda, la respingeva travolgendola.
Elena si sforzava di riconquistare la riva..
Era stanchissima, l’onda nel travolgerla s’infiltrava nel suo naso e nella bocca……………stava per perdere respiro e forze.
Non disperò fino quando non vide i quattro giovani uscire dall’acqua.
Era sola.
Suo figlio a due metri da lei la osservava pensando che giocasse. Conosceva le capacità di sua madre.
I parenti ed il marito la guardavano “giocare” e sorridevano.
Elena sfinita non ebbe il coraggio di chiedere aiuto a suo figlio, la paura di coinvolgerlo in una disgrazia la bloccò
Tentò un’ultima volta.
Appena arrivò l’onda che, dava la spinta verso la spiaggia, la prese con una spinta di reni,
poi ,prima che ritornasse indietro,trascinandola con se;  cercò disperatamente, con la punta dei piedi, la rena sottostante, trovatala miracolosamente , puntò la punta dei piedi, opponendo, con tutta se stessa, resistenza al mare che, gliela toglieva di sotto-
Con la testa sotto l’acqua, bevendo a più non posso, aspettò l’onda successiva, che , arrivata, con una spinta la gettò sulla spiaggia.
Con i muscoli indolenziti si aggrappò alla sabbia prima che il mare la rotolasse come i sassi della battigia.
Camminò carponi, si sollevò e tutti i parenti applaudirono
“bravissima,! beata te!    che giochi sai fare con il mare, sei stata abilissima!”
Elena sorrise debolmente, poi si stese  sull’asciugamano con il cuore che batteva impazzito.
Mentre tutti continuavano a scherzare ella , in silenzio cominciò a buttar fuori acqua.
2hai bevuto ehhhhh?” disse qualcuno che la donna ,sconvolta  per il pericolo corso,non potè riconoscere.
Da quel giorno nuotò solo con il mare piatto e non si recò mai più fino alla boa.
Non confessò mai a nessuno quell’avventura.



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