La fantasia e il tempo viaggiano insieme mescolando i colori

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11 aprile, 2011

i racconti di una volta....il viaggio prosegue....6a parte



Il viaggio prosegue
Alessandra rimase ospite nel convento un paio di settimane.
Poi, nonostante le insistenze della sua amica, suor Ermenegilda, raccolse i suoi bagagli,  Alfredo li sistemò nel retro della carrozza e , a malincuore, si salutarono nella speranza di rincontrarsi.
In quelle due settimane aveva lavorato con la sua amica: nella cucina  preparando pasti e lavando pentole; nei laboratori di apprendimento di arti e mestieri,  nelle classi con i bambini, nel giardino nell’orto.
Aveva messo le sue energie pienamente e umilmente al servizio della povera gente.
Metteva così tanto amore in quello che faceva che ,dalle volontarie, alle allieve dei laboratori ,ai bambini, tutti le si erano affezionati.
La donna si allontanò, riprendendo il suo viaggio,  prima che il legame diventasse troppo forte per spezzarlo.
Per lei era importante il suo progetto: raggiungere la Terra natia della madre, ritrovare nel residuo della sua famiglia, quella labile fiamma d’amore che la sua mamma ,tanto ammalata, le aveva potuto dare e   mettersi al servizio dei poveri.
Dopo i saluti, tra le lacrime, Alfredo diede l’ordine a “Bartolo” di partire ed il viaggio verso Sud riprese.
Non fu così facile.
Dovevano fermarsi alle stazioni di posta, se le città erano molto distanti.
Lì, facevano riposare il cavallo: Alfredo, lo rifocillava di biada e lo massaggiava asciugandogli il sudore
Si rifornivano di cibo , acqua per loro e dopo qualche ora ripartivano.
Diverso era se raggiungevano una città: Allora  si fermavano almeno tre giorni.
 Alloggiavano in una comoda locanda, mangiavano pasti caldi  e il cavallo riprendeva forze nella scuderia.
Questa organizzazione necessaria, finì con il creare un rapporto di comunicazione, comprensione,collaborazione amichevole ma rispettosa tra donna Alessandra ed il cocchiere.
Lui sempre gentile e disponibile nutriva per la dama una rispettosa ammirazione.
Per questo il viaggio, seppur lungo, fu piacevole.
Usciti dal granducato di Milano si trovarono alla frontiera del ducato di Modena e Reggio, i doganieri chiesero i documenti e dopo aver messo il “visto” li lasciarono passare augurando loro “buon viaggio” , a volte gli affiancavano una scorta nel caso vi fosse in giro sentore di briganti.
Così passarono per lo Stato della Chiesa, la Repubblica di Siena fino a Terra di Lavoro.
Durante il viaggio , che durò tutta una Primavera, donna Alessandra prese l’abitudine di sedersi accanto al cocchiere sia per osservare i meravigliosi posti ove passavano, sia per scambiare quattro chiacchere con Alfredo.
In questo modo il viaggio appariva meno noioso.
Alfredo ascoltava la storia della suddivisione del territorio Italico, creato unico e unito da Dio e diviso dalla politica del dominio di ricche famiglie o colonizzato da francesi, austriaci, spagnoli.
Così frazionato, il popolo italico , schiacciato , camminava a testa china nella sua miseria ed ignoranza.
“ma non sarà sempre così” affermò donna Alessandra , con impeto patriottico che già aleggiava nell’aria.
“ prima o poi il popolo insorgerà contro il dominio tirannico e, a testa alta risorgerà unito sotto un’unica bandiera “
Alfredo si emozionava; era bello ascoltare le parole che esprimevano i forti valori umani e i sentimenti della donna, tanto nobile di animo.
Ella tanto dura con gli oppressori , tanto dolce con gli oppressi : si emozionava davanti ad un albero in fiore, descriveva con pennellate di parole l’alba , l’aurora, il tramontar del sole, uno stormo di uccelli che, improvvisamente, si sollevava nell’aria, la Primavera che passava tra i prati lanciando manciate di fiori colorati……………………….
Quando presero le strade lungo la costa il mare fu decantato in,tutte le sue forme e colori.
Ovunque ci fosse la mano di Dio o quella buona degli uomini ella esprimeva gioia e serenità con ritmi poetici che, Alfredo ascoltava, dimentico della stanchezza.
Come due vecchi amici arrivarono a Terracina e proseguirono, dopo una brevissima sosta, per la tanto agoniata Terra: Gaeta.
Costeggiando il mare, al tramontar  del sole, dopo aver superata una curva di strada sterrata, apparve loro la città:
Per le strade erano accesi i fanali, da lontano sembravano stelle tremolanti
Avvicinandosi videro le lanterne accese dentro le case , le finestre aperte evidenziavano famiglie sedute al parco desco. Qualche mamma dondolava una cuna oppure allattava il suo bimbo.
Il cuore dei due viaggiatori s’illuminò.
“siamo arrivati, donna Alessandra!”
disse, con un velo di tristezza Alfredo, fermandosi nella piazza centrale davanti ad una locanda.
La donna lo guardò negli occhi: " Alfredo, voi siete libero di riprendere la strada del ritorno quando vi sentirete ma……………..se voi volete potete rimanere qui……lavorerete con me, voi conoscete il mio desiderio, la vostra scelta sarà anche la mia………….io non rientrerò nella fredda nebbia, resterò in questa  Terra baciata dal sole!”
“signora, vi ringrazio, non avrei mai osato chiedervelo, la vostra proposta è il mio desiderio!”
Rispose emozionato
“Allora, bando alle ciance “ disse la donna con tono forte per nascondere l’emozione che l’assaliva.
“ prendiamo i bagagli ed entriamo, avranno pure due pasti caldi , due camere per noi e una stalla per Bartolo?”
“Ai vostri ordini donna Alessandra!”sorrise Alfredo
Entrarono nella locanda.








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