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23 febbraio, 2011

leggenda : i cavalieri fantasma

Tempo fa, nelle fredde sere invernali, gli anziani radunavano la famiglia , composta dai figli, nuore , nipoti e spesso anche dagli amici del "vicinato"e seduti accanto al caminetto, ove i ceppi crepitavano e le fiamme illuminavano i volti, inventavano delle storie: tutti ascoltavano immergendosi, nel silenzio,  nelle vicende della leggenda.
Una sera, il nonno, che era il patriarca -capofamiglia.raccontò la leggenda dei "cavalieri fantasma"
Al solo sentire la parola "cavalieri" i giovani sentivano  nascere in loro l'audacia, la passione per l'avventura, mentre, i bambini alla parola" fantasma" si stringevano alla mamma o poggiavano il capino nel suo grembo, nascondendo la paura..............
In questo scenario il nonno cominciò

Nei tempi lontani,  in cima alla collina più alta,fuori del nostro paese, vi era un castello immenso, che, un principe,  aveva fatto costruire..
Egli , con al seguito la sua corte, un gruppo di popolani ed un esercito, era arrivato esule da terre lontane..
Gli era stato concesso di andare in esilio da suo zio, il Re di quella regione lontana.
Il principe Kamus, questo si racconta fosse il suo nome,  aveva capeggiato una congiura contro suo zio, il Re.
Il re era un tiranno, governava come un despota: sfruttava la popolazione nelle miniere d’oro e la teneva affamata  finchè, completamente impazzito, prese a diffidare anche  dei suoi cortigiani.
Il dubbio si trasformava nella morte, durante il sonno, dei malcapitati.  
  
Il principe Kamus, aiutato da un gruppo di nobili, aveva teso un tranello al re, ma egli ,pur nella sua follia, lo aveva scoperto tramite le sue spie.
  Come cane inferocito, sfidò il nipote a duello “ o la mia vita o la tua” urlava sbavando, mentre sfoderava  la sua spada

Entrambi i duellanti, provenivano dall'insegnamento dello stesso maestro spadaccino, perciò combattevano duramente  ad armi pari.
Le spade si incrociavano o fendevamo colpi sui muri, sui gradini cacciando scintille, mentre i due abili spadaccini, si torcevano come serpenti nello sfuggire l’uno ai colpi dell’altro.
Successe che il re inciampò, fece una giravolta, per ritrovare l'equilibrio e si trovò la spada del nipote puntata sul petto:
"Sire, non posso uccidere il sangue del mio sangue! Vi lascerò la vita ma Voi lascerete che io , i nobili, i soldati e la popolazione che mi hanno affiancato, possiamo uscire vivi dal castello e andare in Terre nuove......datemi la Vostra parola di Re e avrete salva la vita!"
Il Re, pur rodendosi il fegato, assentì con la testa.
Poi, sempre sotto la minaccia della spada del nipote, chiamò i suoi soldati e ordinò
" aprite il ponte levatoio e lasciate andare il principe con la sua corte, degna di lui!"
Il principe vide dalla torre i suoi seguaci pronti per la partenza, rinchiuse il re nella torre e raggiunse il suo seguito.
Camminarono tanto senza fermarsi neanche alla notte, finchè non furono sicuri che il re non li seguisse.
Il viaggio durò mesi e mesi.
Si accampavano fuori dei villaggi per brevi periodi, accumulavano provviste e ripartivano.
Dopo aver attraversato regioni, vallate. Montagne, fiumi, cercando una terra dove potersi fermare e fondare una loro villaggio.
Arrivarono nel nostro territorio, ricco di quei doni basilari per la vita dell’uomo: le montagne e le vallate piene di vegetazione nell’entroterra .
Poi il fiume, il lago e il mare.
Il principe Kamus decise che quella sarebbe stata la loro Terra.
Si misero all’opera:  costruirono un castello sulla cima della più alta montagna, lo circondarono di alte mura con torrioni di guardia che controllavano il territorio esterno tutto in giro.
Nel castello si sistemarono il principe, la sua famiglia e i nobili che lo avevano seguito.
Dentro le mura, tutte intorno ad esso, costruirono piccole casette per gli abitanti fedeli al principe


Una mattina, dalla torre di controllo, si sentì il suono del corno che, avvertiva il pericolo:
si stava avvicinando un esercito.
Il principe raggiunse i soldati sulla torre di guardia e riconobbe lo stendardo,con le insegne dello zio, che sventolava al vento, portandosi dietro un’armata in tenuta di battaglia
Suonarono l’allarme e tutti gli abitanti fuori del castello raccolsero il  necessario e si rifugiarono dentro le mura.
Tutti contribuirono a chiudere e rinforzare il grande portale; accesero nel mezzo del piazzale, un grande fuoco e misero a bollire l’olio onde evitare che con le scale ,  i soldati del re, potessero scavalcare le mura.
L’assedio durava da tempo, la gente dentro le mura era stremata, il principe aveva nascosto tutti i valori pecuniari, oro, monete, vasellame ……e attendeva la fine della loro resistenza.
Anche fuori le mura il re e i suoi militari erano stanchi e sorpresi della resistenza degli assediati.
Il re chiamò trenta  tra i suoi più coraggiosi soldati, promise loro che gli avrebbe donato tutte le ricchezze che stavano chiuse nel castello se avessero messo in pratica un piano che lui aveva pensato.
Spiegò loro:
“vi recherete al lago di notte, perché dai torrioni non vi vedano e sotto la luce della luna, scaverete un tunnel che vi porterà dentro il castello, una volta entrati aprirete il portale e il nostro esercito potrà entrare.”
I soldati incoraggiati dalla promessa delle ricchezze, aspettarono la sera e armati di zappe e picconi strisciarono verso il lago e iniziarono a scavare.
Non era facile, ma la ricchezza da conquistare dava loro forza e tenacia.
Erano quasi vicino alle fondamenta delle mura e già vedevano oro e monete lucicare tra le loro mani.
Dentro il castello vi era Miriam, una bambina orfana e muta.
Era amata da tutti e tutti le offrivano affetto, amore, cibo, vestiti………insomma era la figlia di tutti.
Una mattina appena svegliata si avvicinò alla guardia del principe  e con i gesti chiese di poter
Parlare con Lui.
Il principe la ricevette e la bambina , che era nata muta, che non aveva mai emesso un suono gutturale ……………….PARLO’
Spiegando che aveva sognato che un gruppo di soldati del re cattivo ,stavano scavando un tunnel dal lago all’interno del castello e che erano arrivati ,già sotto le mura..
Tutti ammutolirono, conoscevano bene la fanciulla.
Il principe chiese
“sapresti indicarci il luogo dove sbucheranno?”
“certo” e condusse il principe e dei soldati nel luogo esatto.
I presenti sentirono le picconate sotto le mura.
La bambina fu sollevata in segno di gioia.
Il principe fece preparare tantissimi contenitori di olio bollente, non appena la picconata aprì il primo varco ,i militari calarono nel buco tantissimo olio bollente.
Le urla dei nemici riempirono la vallata  mentre, l’olio bollente correva nel tunnel.
Il re rimase confuso dall’accaduto, il principe, approfittando della confusione, con il suo esercito uscì dal castello e costrinse lo zio ed ul suo esercito a scappare.
La leggenda narra che, la notte in fondo al lago si vedono figure di cavalieri armati ,che vanno furtivi e silenziosi.
Gli antichi dicono che sono le anime dei cavalieri che vanno alla ricerca del tunnel che li avrebbe riempiti di tesori.

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